Ultimo abbraccio ad Eleonora, il parroco si rivolge all’assassino: “Guarda quanto dolore hai provocato, costituisciti”

Toccanti le parole di Don Antonio Bruno nell’ultimo saluto ad Eleonora Manta, uccisa insieme al fidanzato. Anche da Seclì l’appello al killer: consegnati alla giustizia

Le parole pronunciate da Don Antonio Bruno ai funerali di Eleonora Manta, uccisa con ‘ferocia’ nell’appartamento dove era andata a vivere con il suo Daniele De Santis, sono le stesse che ripetiamo tutti da quel maledetto lunedì ogni volta che si cercano tracce e indizi per dare un nome all’assassino, a quell’uomo con la felpa, il cappuccio e lo zainetto che alcuni testimoni hanno visto allontanarsi dal condominio che si affaccia su via Montello.

«Sei riuscito in queste notti a poggiare la testa sul cuscino e dormire? Riuscirai a portare questo macigno sulla coscienza per tutta la vita?» ha chiesto rivolgendosi al killer. Come monsignor Michele Seccia, dal pulpito del Duomo di Lecce durante l’ultimo saluto all’arbitro, anche nella piazza di Seclì che ha ospitato la funzione è stato forte e chiaro l’invito a chi ha commesso questo orrore a consegnarsi alla giustizia. «Non ci sarà sulla terra un posto per nasconderti. I fantasmi di Daniele ed Eleonora ti perseguiteranno per sempre» ha dichiarato il parroco che ha preso il posto di don Antonio Mosca, zio di Eleonora che avrebbe dovuto concelebrare, ma è stato sopraffatto dal dolore.

Tutti hanno cercato di stare vicino a mamma Rossana che ha voluto che sua figlia indossasse per l’ultimo viaggio il suo abito da sposa, un vestito che Eleonora sognava di sfoggiare quando Daniele le avrebbe chiesto di sposarlo. C’erano i parenti, gli amici, i colleghi dell’Inps di Brindisi. Tutti, nel rispetto delle norme Anticovid.

«Troppo grande il tuo dolore e noi siamo incapaci di dirti parole di sollievo. Oltre al nosto calore e alla nostra vicinanza non riusciamo a darti altro» ha detto rivolgendosi alla mamma.

Guarda quanto dolore hai provocato, guarda questa mamma. Anche tu ce l’avrai. Vorresti che anche lei soffrisse così? Hai distrutto anche la tua famiglia – ha continuato Don Antonio Bruno questa volta diretto al killer – come hai avuto la forza di fare questa strage ora puoi ritrovare la forza per rientrare in te stesso. Meglio affrontare la giustizia umana che un giorno quella divina che sarà eterna» ha concluso.

Una bara bianca come le rose, palloncini, silenzio e lacrime. Tanto dolore provocato da un assassino che – se dovessero essere confermate le indiscrezioni – ha pianificato che Eleonora e Daniele dovevano morire. Si è preoccupato di non lasciare tracce, ha studiato la strada giusta per evitare di essere ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, si è mescolato tra la gente come se non avesse dato 60 coltellate a due ragazzi per bene. Con premeditazione se, come è trapelato, ha perso un biglietto con la mappa da seguire.

Per ora sono solo tessere di un mosaico intricato, pezzi di un puzzle che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire nel silenzio. Intanto due famiglie sono distrutte dal dolore. E c’è una pagina di cronaca nera tutta da scrivere.

Fai buon viaggio Daniele, il triplice fischio chiude i funerali. Il vescovo all’assassino “Costituisciti”



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