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La storia di Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico morto da innocente

by Redazione
15 Dicembre 2023 17:11
in Cronaca
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Per raccontare la storia di Giuseppe Pinelli tocca fare un passo indietro e riportare le lancette dell’orologio alle 16:37 del 12 dicembre 1969, quando una bomba esplose nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana, a Milano provocando 17 morti e 88 feriti: una strage. Pochi minuti dopo, alle 16:55, toccò alla Capitale. Una seconda bomba esplose a Roma non lontano della Banca Nazionale del Lavoro: 13 feriti. Altri due ordigni illuminarono il cielo di piazza Venezia, dove si affaccia l’Altare della Patria, tra le 17:20 e le 17:30: 4 feriti. Lo stesso giorno venne trovata un’altra bomba, fortunatamente inesplosa, nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana. Cinque attentati, tutti concentrati in un lasso di tempo di soli 53 minuti.

Il fermo dopo la strage di piazza Fontana e la morte

Erano stati i gruppi politici estremisti di sinistra o almeno in quella direzione si orientarono le indagini: furono fermate 80 persone, tra queste c’era anche il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli. A convocare Pinelli, intorno alle 18.00 di quel ‘venerdì nero’, è Luigi Calabresi. È lui a prelevarlo dal circolo di via Scaldasole. Il Commissario, al volante della “850” blu della polizia e Pino, a cavallo del motorino “Benelli”, raggiungono la Questura di via Fatebenefratelli. Che cosa accadde nei tre giorni successivi nessuno lo ha mai saputo dire con esattezza.

Si fumava, si fumava tanto, si fumava come turchi, ma poi? Tre giorni dopo, il 15 dicembre 1969, poco dopo lo scoccare della mezzanotte, il ferroviere 41enne “cadde” dalla finestra della stanza al quarto piano nella quale lo stavano interrogando.

«Per il caldo era stata lasciata socchiusa e si è lanciato nel vuoto». La prima versione parla di «suicidio». Pinelli si sarebbe gettato perché durante l’interrogatorio, sentendosi perso, non era riuscito a fornire un alibi valido. La famiglia viene avvisata da alcuni giornalisti. Camilla Cederna, Giampaolo Pansa e Corrado Stajano, nel cuore della notte, vanno a casa Pinelli. La moglie Licia chiama in questura, vuole sapere perché non l’hanno avvisata. Rispondono: “Non avevamo tempo”.

Non era stato un suicidio. Non era andata proprio così, come al solito lo si capirà dopo, molto dopo. Ma il tempo non è bastato a fare chiarezza. Prima il caso fu archiviato come «morte accidentale», poi come «malore attivo». Pinelli si sente male, si avvicina alla finestra, e scivola giù dalla finestra socchiusa, per cambiare l’aria.

Lo stress degli interrogatori, il peso dalle prove a suo carico, le troppe sigarette a stomaco vuoto, il freddo che proveniva dalla finestra aperta. Nessuna spiegazione regge, di fronte alle contraddizioni, ai manichini usati per ‘ricostruire’ il volo, alle testimonianze di quella notte terribile, all’orario della «tragedia», cambiato più volte. Sei minuti in avanti o indietro sembrano un niente, ma diventano importanti quando una persona entra in questura per un interrogatorio sulla bomba di piazza Fontana e ne esce senza vita.

C’è un’altra ipotesi, ma solo di questo si tratta mancando la verità, Pinelli è stato buttato giù.

L’omicidio Calabresi

Pino, ferroviere come il padre Alfredo, è morto da innocente. Proprio per questo toccava trovare un «colpevole». E quel colpevole per la sinistra italiana e per il movimento di Lotta Continua era Luigi Calabresi, il “commissario finestra”. Nonostante avesse sempre dichiarato di non essere stato nemmeno presente nella stanza al momento della caduta, fu ‘condannato’ a morte. E Calabresi lo sapeva. Aveva comprato una pistola, ma la teneva chiusa in un cassetto. “Non la porto perché non avranno mai il coraggio di spararmi guardandomi negli occhi. Se mai decidessero di spararmi lo faranno alle spalle. E allora, avere una pistola non mi servirebbe a niente“. Gli spararono alle spalle.

Il resto è cronaca di quegli anni. Una cronaca in cui mancano ancora molte pagine. Si dice che solo conoscendo la verità si supera il passato. La verità non è ancora stata trovata.

Tags: accadde-oggiuna-data-una-storia
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