Presunto sistema di appalti pilotati in cambio di regali e voti. Al via l’udienza preliminare

I comuni di Ruffano e Sanarica si sono costituiti parte civile, dopo la maxi inchiesta su un presunto giro di appalti pilotati in cambio di favori, regalie e sostegno elettorale.

Il comune di Ruffano e quello di Sanarica si sono costituiti parte civile dopo la maxi inchiesta della Guardia di Finanza su un presunto giro di appalti pilotati in cambio di favori, regalie e sostegno elettorale. L’indagine portò nel marzo dello scorso anno, a misure cautelari per 10 persone (3 in carcere e 7 ai domiciliari) e ad una serie di misure interdittive. Oggi si è tenuta l’udienza preliminare davanti al gup Marcello Rizzo, per i 25 imputati. In 24, non hanno chiesto riti alternativi, per poter dimostrare la propria innocenza in vista di un eventuale processo. Tra di essi,  Ernesto Toma, sindaco di Maglie e il suo vice e assessore, Marco Sticchi.

Tra gli imputati, anche, il sindaco Salvatore Sales e l’ex assessore Dario Andrea Strambaci. E ancora, l’imprenditore di Maglie, Marco Castrignanò, ed il fratello Graziano Castrignanò.

Per tutti, il pm Maria Vallefuoco ha chiesto il rinvio a giudizio.

Rispondono, a vario titolo,  di associazione a delinquere, corruzione, frode, falso.

Solo Pasquale De Vito, di Uggiano La Chiesa, difeso dall’avvocato Umberto Leo, ha chiesto di patteggiare a 1 anno e 1 mese di reclusione (pena sospesa).

L’udienza è stata rinviata al 17 aprile, quando termineranno le arringhe difensive degli avvocati. Invece, per il 9 maggio è attesa la decisione del giudice sulle richieste di rinvio a giudizio.

Il collegio difensivo

Il collegio difensivo è composto tra gli altri, dagli avvocati. Luciano Ancora, Roberto Sisto, Andrea Sambati, Luigi Corvaglia, Giancarlo Sparascio, Vincenzo Blandolino, Francesco Vergine e Massimo Manfreda, Luigi Casarano. I comuni di Ruffano (dove c’è il commissario prefettizio) e quello di Sanarica, attraverso la delibera della propria giunta, come detto si sono costituiti parte civile, assistiti rispettivamente dagli avvocati Vincenzo Farina e Cosimo d’Agostino.

Riguardo la posizione del sindaco Toma, la Procura punta il dito sui presunti accordi illeciti con l’imprenditore Marco Castrignanò, per i lavori di ristrutturazione nello studio professionale e la fornitura di addobbi floreali in occasione delle nozze del “primo cittadino”. Tra gli appalti “sospetti”, i lavori di manutenzione dello stadio Tamborino-Frisari e l’adeguamento sismico della scuola dell’infanzia di Corso Cavour. Toma e Sticchi finirono agli arresti domiciliari, ma sono poi tornati in libertà. E ottennero il via libera dalla Prefetture per tornare alle loro cariche istituzionali.

Cavallo è accusato di aver ricevuto dall’imprenditore Marco Castrignanò, nell’aprile 2022, somme di denaro. Non solo, anche lavori di ristrutturazione a titolo gratuito nella sede del comitato elettorale. Gli accertamenti hanno riguardato anche la procedura per l’affidamento di due bandi di gara, per oltre 5 milioni di euro e i lavori di miglioramento delle aree del centro storico di Torre Paduli e largo San Rocco. Cavallo fu arrestato con ordinanza di custodia cautelare in carcere, ma tornò in libertà, con provvedimento del Riesame, considerando tra le altre cose, le sue dimissioni dalla carica di sindaco.

Sales e Strambaci sono accusati di essersi messi a disposizione degli imprenditori per gli appalti sull’abbattimento delle barriere architettoniche ed il centro di raccolta differenziata per circa un milione di euro. Ed avrebbero ottenuto, in cambio, il sostegno alle elezioni del 3 e 4 ottobre del 2021 e, dopo la vittoria, avrebbero ricevuto da Marco Castrignanò, sei casse di prosecco, oltre al pagamento del pranzo con 130 persone, in un ristorante a Otranto.

Le accuse verranno vagliate già nel prosieguo dell’udienza preliminare.