Chiusa l’inchiesta sull’incidente mortale del 21 febbraio del 2024, all’interno del centro prove della Porsche, in cui perse la vita il driver salentino Mattia Ottaviano.
L’avviso di conclusione delle indagini porta la firma del pm Alessandro Prontera e vi compaiono sei indagati. Ci sono cinque persone, rispetto alle dodici complessive delle fasi iniziali dell’inchiesta, più la società. Nello specifico: il collaudatore che era al volante della Porsche Panamera, Roberto Politi, 43enne che risponde di omicidio stradale. I manager della società Nardò Technical Center (Ntc): Dirk Philipp, 57 anni, membro del consiglio di amministrazione di Porsche Engineering, il direttore generale e Ad di Ntc Antonio Pantaleo Gratis, 51 anni; Lorenzo Luigi Belloni 63enne di Rovigo, e Sofia Cordella, 56enne di Lecce, entrambi in qualità di responsabili del servizio di prevenzione e protezione. Sono accusati di omicidio colposo. Tra gli indagati compare anche la Ntc che risponde di un illecito amministrativo. Gli indagati potranno chiedere di essere interrogati o produrre memorie difensive prima che il pm chieda il rinvio a giudizio e dunque il processo.
Sono state invece stralciate le posizioni di 8 indagati. Si tratta di Antonio Pizzigallo, 39 anni, nelle vesti di responsabile settore finanza e acquisti; Alessandro Giuseppe De Gioia, 46 anni, director of operations di Ntc, Pierpaolo Positano, 53 anni, maintenance coordinator.Salvatore Moscogiuri, 49 anni, preposto alla gestione piste ed Andrea Baldi, 44 anni, coordinatore delle operazioni dei collaudatori. Non solo, anche quelle di Maria Chiara Calignano, Salvatore Greco e Tommaso Patisso, anch’essi preposti alla gestione piste.
Secondo la ricostruzione della Procura, gli indagati non avrebbero individuato e valutato correttamente i rischi connessi alla contemporanea circolazione sull’anello ad alta velocità di motocicli e autoveicoli, classificando come basso o molto basso il rischio derivante dall’utilizzo simultaneo di mezzi caratterizzati da differenti masse, ingombri e prestazioni. In particolare, viene contestata la mancata adozione di adeguate misure organizzative e procedurali finalizzate a evitare o ridurre il rischio derivante dalla presenza contemporanea in pista di moto e automobili durante le attività di collaudo.
La Procura ritiene che tali omissioni abbiano contribuito al decesso di Ottaviano. Il collaudatore stava effettuando una prova di accumulo chilometrico in sella a una Ducati Panigale quando si verificò l’impatto con la Porsche Panamera condotta da Politi. A quest’ultimo viene contestato di essersi immesso sulla corsia interessata dalla marcia della motocicletta senza accertarsi adeguatamente dell’assenza di veicoli sopraggiungenti, determinando così la collisione risultata fatale al 36enne.
Nel corso delle indagini sono stati analizzati i filmati delle telecamere del circuito, il materiale informatico, la documentazione sulle attività di collaudo e i dati estrapolati dai telefoni cellulari. Non solo, sono stati eseguiti accertamenti tecnici sui mezzi coinvolti e ricostruzioni della dinamica dell’incidente.
Il collegio difensivo
Dirk Philipp e Antonio Pantaleo Gratis sono difesi dagli avvocati Alain Maria Dell’Osso e Francesco Galluccio Mezio. Invece, Lorenzo Luigi Belloni e Sofia Cordella sono difesi dall’avvocato Manuela Miggiano. E ancora, Roberto Politi è assistito dall’avvocato Francesco Tobia Caputo. La Nardò Technical Center Srl è difesa invece dagli avvocati Benedetta Venturato e Francesco D’Alessandro.
Riguardo le persone offese, i familiari di Mattia Ottaviano sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Bonsegna, Giulia Bonsegna e Cinzia Stefanizzi.
Riguardo le altre posizioni che non compaiono nell’avviso di conclusione e per le quali c’è lo stralcio in vista di una possibile archiviazione: Antonio Carlo Ilario Pizzigallo, assistito dagli avvocati Alain Maria Dell’Osso, Francesco Galluccio Mezio e Alessandro Varvaressos; Alessandro Giuseppe De Gioia e Pierpaolo Positano, difesi dagli avvocati Ennio Alagia e Alessandro Varvaressos; Salvatore Moscogiuri, assistito dall’avvocato Gianluca D’Oria; Andrea Baldi, difeso dagli avvocati Federico Consulich ed Elio Gianangeli; E ancora, Maria Chiara Calignano, Salvatore Greco e Tommaso Patisso, assistiti dagli avvocati Alessandro Varvaressos ed Elio Gianangeli.





