In ospedale per un dolore alla cervicale, viene rimandato a casa. 22 indagati per la morte di un pensionato

Le indagini hanno preso il via dalla denuncia dalla famiglia della vittima. Intanto, il medico legale ha eseguito l’autopsia cui esiti si conosceranno entro 60 giorni

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La Procura apre un’inchiesta sul decesso di un 78enne di Calimera avvenuto in ospedale, dov’era giunto per un dolore cervicale a seguito di un incidente stradale. E dopo le dimissioni era tornato al Vito Fazzi, per poi morire circa un mese dopo.

Il pubblico ministero Maria Consolata Moschettini ha intanto iscritto nel registro degli indagati, i nomi di 22 persone (tra medici e personale sanitario in servizio in vari reparti dell’ospedale Vito Fazzi) che hanno avuto in cura il paziente. Rispondono, come atto dovuto, dell’ipotesi di reato di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario.

E nella giornata di ieri, il medico legale Alberto Tortorella, coadiuvato dall’anestesista Salvatore Colonna, ha eseguito l’autopsia, i cui esiti si conosceranno entro 60 giorni.

Il collegio difensivo

I medici indagati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Giuseppe Gatti, Antonio Corvaglia, Massimo Bellini ed Ester Nemola.

Le parti hanno nominato i propri consulenti per l’autopsia.

Le indagini hanno preso il via dalla denuncia presentata dall’avvocato Biagio Corlianò per la famiglia della vittima.

I fatti

In base a quanto ricostruito dai familiari, in data 7 febbraio, il 78enne veniva coinvolto in un incidente stradale tra due auto, alla periferia di Calimera. E dopo la morte del pensionato, come mero atto dovuto, il conducente dell’altro mezzo veniva iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale.

Ma tornando ai fatti su cui è incentrata la denuncia, a seguito dell’incidente, sostengono i familiari, il 78enne veniva portato in ospedale dal personale del 118. E gli veniva riscontrata una semplice infiammazione alla cervicale. Dopo avere trascorso diverse ore al pronto soccorso del “Vito Fazzi” veniva visitato, ma dimesso poco dopo, con la sola raccomandazione di una terapia conservativa e di indossare un collare cervicale. Il giorno dopo, però, l’anziano signore, avvertiva altri sintomi riconducibili ad uno stato confusionale. Veniva nuovamente allertato il 118 ed il paziente veniva portato al pronto soccorso dell’ospedale. Quindi, si stabiliva il trasferimento prima in neurochirurgia ed il giorno dopo in rianimazione e successivamente ancora in neurochirurgia. Dopo un mese, il 78enne veniva trasferito nel reparto di malattie dell’apparato respiratorio. L’11 marzo le sue condizioni peggioravano sensibilmente fino al decesso avvenuto nella notte, intorno alle 1.20,  per arresto cardiorespiratorio.

Come detto, a seguito del decesso, i familiari hanno sporto denuncia e chiedono che venga fatta chiarezza sulle cause della morte, poiché nutrono forti dubbi sul fatto che il proprio caro sia morto per le conseguenze dell’incidente stradale.

Ora sarà compito della magistratura fare luce sulla vicenda.



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