L’interesse del clan per scuole-guida, polizze assicurative, forniture di luce e gas. I retroscena dell’inchiesta

Emergerebbe l’interesse del clan Coluccia per attività economiche apparentemente “lecite” e vengono riportati episodi di “estorsione ambientale”.

Una serie di intercettazioni che attesterebbero l’interesse del clan Coluccia per attività economiche “lecite”, con particolare interesse per il settore assicurativo e per quello della fornitura di gas ed energia elettrica sul mercato libero. E vengono riportato episodi di “estorsione ambientale”.

Come dichiarato dal collaboratore di giustizia Antonio Cianci, dinanzi agli inquirenti, la sottoscrizione dei contratti di fornitura di energia, avveniva a seguito di un’imposizione implicita ai clienti, conseguenza del condizionamento ambientale derivante dall’intervento di un componente della famiglia Coluccia. Paradigmatico, l’invito che Antonio Coluccia rivolgeva a un ristoratore: “Ma quando vuoi qualche cosa, quando vuoi qualche cosa… ti facciamo tutto NOI (…) quando è, quando vuoi che passiamo ce lo dici, caso mai passiamo e ti guardiamo quell’altra assicurazione poi”.

Inoltre, dalle indagini emergerebbe come i Coluccia si giovavano dell’esperienza lavorativa di un agente del settore assicurativo, riuscendo così a introdursi in quell’ambito, garantendosi la stipula di contratti e risolvendo le problematiche che potevano insorgere nei rapporti con i clienti.

Il giudice dedica ampio spazio al condizionamento di tipo mafioso subito da un imprenditore, il quale era stato costretto a subire l’apertura di un’altra scuolaguida a poca distanza dalla sua, desistendo poi dal far valere le proprie rimostranze.

Ed emergerebbero a carico di Luigi Di Gesù “gravi indizi del reato violenza privata aggravata dal metodo mafioso e dal fine di favorire l’associazione mafiosa del socio di un’autoscuola di Galatina”.

Ecco il contenuto di alcune minacce: :”Tu devi lasciare stare… non te ne fottere niente, quella è cosa nostra, fatti da parte altrimenti sono guai per te… Lo sai che il mio amico Vitangelo ha per te quanti proiettili vuole… So pure che tieni due conti in banca”.

La conversazione dimostra l’interesse del clan Coluccia nell’attività dell’autoscuola di proprietà di Vitangelo Campeggio, reso palese sia dall’intervento di Antonio Coluccia che “sponsorizzava” l’autoscuola, dando indicazioni in merito al procacciamento dei clienti.

Uno dei sodali, inoltre, in un’intercettazione, sosteneva che l’attività della scuola guida come quella esercitata attraverso l’agenzia di fornitura di energia elettrica fossero in realtà funzionali al ricilaggio dei soldi del clan: “hannu pulizzare (devono pulire) eh…  tutto in regola, tutto così…”

Dalle indagini emergerebbe infine come Antonio Bianco controllasse il settore della guardiania avvalendosi della forza intimidatoria del clan. Sebbene, aggiunge il giudice, “Non vi sia prova del fatto che tale servizio sia stato imposto dal Bianco agli organizzatori della serata attraverso condotte di esplicita violenza o minaccia deve tuttavia rilevarsi la sussistenza di una serie di indici sintomatici della riconducibilità di tale attività al programma criminoso della associazione”.