“Ho trovato le pistole in campagna con un metaldetector”. L’imprenditore arrestato si difende davanti al gip

Ha dichiarato anche che la cocaina era per uso personale. Il giudice ha convalidato l’arresto e confermato la misura dei domiciliari.

Ha dichiarato davanti al gip di avere ritrovato, circa un anno e mezzo fa, le pistole in campagna, dentro un borsone, usando un metaldetector che utilizzava per sicurezza personale nei suoi locali. Ed ha inoltre sostenuto che la cocaina era per uso personale e di non avere mai spacciato. L’imprenditore A.R., 27 anni, rappresentante legale di due noti pub della movida di Lecce e Gallipoli, arrestato nella serata di sabato, si è difeso questa mattina, assistito dall’avvocato Carlo Gervasi, nel corso dell’interrogatorio davanti al gip Michele Toriello.

Ricordiamo che, nella serata di sabato, i Baschi Verdi del Gruppo della Guardia di Finanza di Lecce, comandati dal Maggiore Antonio Martina, hanno eseguito un’attività di servizio in materia di sostanze stupefacenti e detenzione di armi nei confronti del giovane imprenditore. Quest’ultimo, durante il controllo di polizia svolto unitamente alle unità cinofile, è stato fermato con la propria autovettura nel centro cittadino di Lecce, con 12 grammi di cocaina, suddivisa in dosi ed un bilancino digitale di precisione.

In seguito alla perquisizione dell’attività commerciale sono stati rinvenuti 2,7 grammi di cocaina ed un Taser (pistola elettrica, dissuasore o storditore, che viene classificata tra le armi da difesa).

Invece, presso il domicilio di A.R. sono stati trovati una pistola marca BERETTA modello 98 FS calibro 9 X 21, completa di 2 caricatori con matricola abrasa; una pistola marca BRUNI modello MAGNUM calibro 38; una pistola marca TOKAREV modello TT33 calibro 7,65 avente numero di matricola 464283-1945 e completa di caricatore; 213 munizioni calibro 9 x 21; 18 munizioni più 7 bossoli calibro 38; 21 munizioni calibro 7,65. Sono state sottoposte a sequestro per i successivi rilievi.

Il pubblico ministero Luigi Mastroniani ha successivamente disposto gli arresti domiciliari per l’imprenditore. Il gip Michele Toriello, al termine dell’udienza, ha convalidato l’arresto e confermato la misura.

Sottolinea il giudice, in merito alle esigenze cautelari, che: “non ha inteso svelare quali siano state le sue fonti di approvvigionamento, così mostrando di voler mantenere i contatti con gli ambienti criminali che gli assicurano la disponibilità di stupefacente da destinare anche solo in parte allo spaccio, ed ha reso dichiarazioni del tutto inverosimili quanto alle modalità di acquisto delle tre pistole rinvenute in suo possesso”.

Infine, ritiene il gip che: “la misura degli arresti domiciliari sia adeguata a fronteggiare le esigenze cautelari, potendosi ipotizzare che l’impremditore, il quale ha fin da principio collaborato con le forze dell’ordine ed ha confessato i delitti, così mostrando una qualche resipiscenza meritevole di essere positivamente valutata, si atterrà alle prescrizioni che stanno per essergli imposte. “