Diffamò l’ex “tronista” Giovanni Conversano? Confermata in Appello condanna per Lele Mora

L’ex agente dei vip, durante due puntate del programma televisivo “Pomeriggio cinque”, condotto da Barbara D’Urso, accusò Conversano di avergli rubato delle carte di credito, quando era ospite in casa sua.

Era accusato di avere diffamato l’ex tronista di “Uomini e Donne” Giovanni Conversano e l’allora agente dei vip Lele Mora è stato condannato a 6 mesi di reclusione.

La Corte di Appello (Presidente Vincenzo Scardia) ha dunque confermato la sentenza di primo grado.

Condannati anche in secondo grado, gli attori Ciro Petrone, 31enne di Napoli (conosciuto per aver partecipato al film Gomorra nel ruolo di “Pisellino”) a 500 euro di multa e il regista Claudio Di Napoli, 46enne di Roma, Presidente della Nazionale Calcio Vip Tv, sempre a 6 mesi, poiché accusati come Dario Mora, detto Lele, 60 anni originario di Bagnolo del Po, di diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo. Per tutti è stata disposta la sospensione della pena.

Confermati anche i risarcimenti in via equitativa disposti già in primo grado, nei confronti di Conversano, 37enne di Lecce, che si era costituito parte civile, attraverso gli avvocati Tania Rizzo e Piero Mongelli. Lele Mora, dovrà risarcire Conversano con la somma di 25.000 euro, mentre i due attori sono stati condannati al pagamento di 15.000 euro ciascuno.
In precedenza, il vice procuratore generale Salvatore Cosentino ha chiesto la conferma delle condanne.

Il processo

Lele Mora è difeso dall’avvocato Michele Cianci del Foro di Trani, mentre Petrone e Di Napoli dall’avvocato Vincenzo Perrone del Foro di Lecce. I difensori ritenevano che da parte dei propri assistiti non fu rivolto alcun insulto nei confronti di Conversano, poiché vennero soltanto raccontati dei fatti di “rilievo pubblico”.

Infatti pur trattandosi in linea teorica di “faccende private”, la notorietà dei personaggi in questione ed il contesto in cui determinate frasi vennero pronunciate, darebbero una “connotazione pubblica” ai fatti contestati. Inoltre, la difesa aveva invocato l’ascolto di vari testimoni del mondo dei vip televisivi, tra cui la conduttrice Barbara D’Urso che non si sono, però, mai presentati in udienza.

Conversano fu ascoltato in aula, durante il processo di primo grado e ricostruì l’episodio “incriminato”. L’ex tronista, nonché modello e con un passato da calciatore nelle giovanili del Lecce, ha raccontato di come venne contattato da Lele Mora. Riferì di essere stato chiamato dalla sua agenzia per partecipare a degli eventi. Dunque, fu invitato dall’ex agente a soggiornare presso la sua abitazione, nella camera degli ospiti. Conversano ha però sottolineato di non aver mai sottratto nulla a Mora.

L’inchiesta

L’ex agente dei vip Lele Mora, durante due puntate del marzo del 2011, del programma televisivo “Pomeriggio cinque”, condotto da Barbara D’Urso, accusò Conversano (in collegamento telefonico da Lecce) di avergli rubato delle carte di credito, quando questi era ospite in casa sua, poiché doveva partecipare ad alcune serate. Non solo, di avergli chiesto un gettone di presenza per partecipare ad una partita di calcio della nazionale vip. Nella puntata successiva furono ascoltati invece gli altri due imputati che confermarono quanto dichiarato da Mora. Da qui la denuncia da parte di Conversano.

L’indagine fu aperta dal sostituto procuratore, Carmen Ruggiero. Il pm ha anche acquisito le registrazioni delle puntate di “Pomeriggio cinque”, che finirono tra gli atti del processo.