Lido di Punta della Suina: sotto sequestro anche un isolotto e le fosse biologiche

Nel pomeriggio di ieri, gli uomini della Capitaneria di Porto di Gallipoli hanno apposto i sigilli ad un’area di circa 5mila mq, in seguito alla decisione del sostituto procuratore di disporre il sequestro preventivo. Intanto, l’attività della struttura prosegue regolarmente.

È scattato nelle scorse ore, un nuovo sequestro nello stabilimento in località “Punta della Suina” poiché nel tardo pomeriggio di ieri, gli uomini della Capitaneria di Porto di Gallipoli hanno apposto i sigilli ad un'area di circa 5mila metri quadrati. Si tratterebbe di zone demaniali, tra cui un isolotto e le fosse biologiche a servizio dei bagni sistemati sulle pedane di legno, utilizzate dallo stabilimento.
 
In particolare, gli inquirenti hanno disposto il sequestro preventivo, poiché avrebbero accertato l’inesistenza di alcune fosse biologiche che sarebbero dovute essere asservite ai bagni, nonché «l’occupazione abusiva di aree demaniali marittime senza titolo concessorio» e «la realizzazione di opere abusive in assenza di permesso a costruire».
 
Quest'operazione dei militari gallipolini rientra nell'inchiesta del sostituto procuratore Emilio Arnesano che, giovedì della settimana scorsa aveva già disposto il sequestro probatorio di una parte dello struttura in località “Punta della Suina”, tra le mete balneari preferirete da salentini e turisti, conosciuta anche come location del film Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek. La decisione era maturata, a seguito degli accertamenti effettuati tramite l’aerofotogrammetria (attività utile al rilevamento delle caratteristiche del terreno non facilmente percepibili al livello del suolo), allegata al Piano paesaggistico regionale, in un'area ricadente nel Parco naturale Isola di Sant’Andrea-litorale di Punta Pizzo. I militari della Capitaneria di Porto di Gallipoli aveva apposto i sigilli a 200 metri quadrati di spiaggia e dune, lasciando comunque operativi gli altri spazi del lido.
 
Nelle scorse ore, il Gip Vincenzo Brancato aveva convalidato il sequestro con apposito provvedimento, rigettando la richiesta degli avvocati Stefano Chiriatti e Danilo Lorenzo, legali della Its s.r.l., la società che amministra il lido. Un’ulteriore richiesta di annullamento sarà inoltrata al giudice dagli stessi,  in relazione al sequestro preventivo delle nuove aree. I legali si erano attivati fin da subito per dimostrare la correttezza dell’operato dei propri assistiti, che risulterebbero comunque in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie, depositando in Procura una memoria difensiva e la consulenza tecnica. Quest'ultima, prodotta dall'ingegnere Antonio Vernaleone, attesterebbe come «lo stato dei luoghi è incompatibile con un intervento dell'uomo», ragion per cui, sul bellissimo litorale dalle splendide dune sabbiose e la presenza di una fitta macchia mediterranea, non sarebbero state apportate alcune azioni tese a modificare il paesaggio né tanto meno a deturparlo.
 
In ogni caso, l’attività della struttura intanto prosegue regolarmente, garantendo l’accesso allo stabilimento ed ai servizi da esso offerti. 



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