Si drogava e lasciava le siringhe per casa alla presenza della bimba. Condannato un 40enne

Il giudice monocratico Maria Francesca Mariano ha condannato un 40enne di un paese dell’hinterland di Galatina, per i reati di maltrattamenti in famiglia, stalking e violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Si conclude con la condanna a 7 anni di reclusione il processo a carico dell’ex marito violento accusato di aver minacciato di morte e percosso la moglie per sette lunghi anni. Non solo, poiché l’uomo avrebbe lasciato in giro per casa siringhe e aghi dopo aver fatto uso di droga. Il tutto in presenza di una bimba, spesso mentre la compagna svolgeva piccoli lavoretti per mantenere il nucleo familiare visto che l’uomo, come scrive il Giudice, ‘...era interessato soltanto a drogarsi‘.

Il giudice monocratico Maria Francesca Mariano ha emesso la sentenza con motivazione contestuale, condannando un 40enne di un paese dell’hinterland di Galatina, per i reati di maltrattamenti in famiglia, stalking e violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Il Tribunale ha disposto anche una provvisionale di 5mila euro ed il risarcimento del danno in separata sede, in favore della vittima che si era costituita parte civile con l’avvocato Alberto Gatto. L’imputato è assistito dall’avvocato Simona Mancini e potrà presentare ricorso in Appello.

I fatti si sono verificati tra il mese di luglio del 2012, fino ad agosto del 2019.

L’inchiesta, condotta dal pm Luigi Mastroniani, ha preso il via dalla denuncia della vittima che ha riferito una serie di comportamenti prevaricatori e aggressivi per mano dell’uomo già durante la convivenza, anche di fronte alla figlia piccola, spesso sotto effetto di sostanze stupefacenti.

“Se anche tra dieci anni becco uno vicino a te…vi scasso!”

E il marito avrebbe ripetutamente umiliato la moglie con frasi del tipo: “Ti ho raccolto in mezzo alla strada”. E ancora: “Se anche fra dieci anni becco uno vicino a te vi scasso, non permetterò mai che uno si prenda il frutto delle mie fatiche”.

Inoltre, l’uomo è accusato anche di avere minacciato di uccidere la moglie e i suoi familiari e di prenderle la figlia. Non solo, poiché avrebbe controllato le telefonate della donna e le avrebbe anche impedito di parlare con amiche e familiari.

In base a quanto sostenuto dal giudice nelle motivazioni della sentenza, la situazione si sarebbe aggravata, dopo la fuga da casa della moglie, per mettere in salvo se stessa e la bambina.

Il Giudice: ‘I fatti sono avveuti in presenza della bambina’

E come conclude il giudice Mariano nelle motivazioni della sentenza di condanna: “I fatti in oggetto assumono connotati di severa gravità, in quanto oggettivamente avvenuti in presenza di una bambina in tenera età, figlia dello stesso imputato che non aveva alcuna cura di salvaguardare la piccola da scenari devastanti per il suo sviluppo, né di curarne sul piano materiale la crescita…ma anche senza riguardo alcuno verso una donna, sua moglie, che lavorava come poteva per mantenere il nucleo familiare, essendo egli interessato esclusivamente a drogarsi”.

(in copertina, foto di repertorio)