Picchiava la moglie e lasciava i figli soli e senza cibo. Condannato a 3 anni per maltrattamenti

Secondo l’accusa, dal 2015 e fino al 2020, l’uomo avrebbe aggredito e minacciato quotidianamente la propria coniuge, in presenza dei figli.

maltrattamenti

Era accusato di aver ripetutamente picchiato la moglie per cinque lunghi anni anche in presenza dei figli minori che l’uomo avrebbe lasciato soli in casa e privi di cibo, quando gli venivano affidati. In queste ore si è chiuso il procedimento penale di primo grado a carico di un uomo di mezza età di Nardò. Al termine del processo, il collegio della seconda sezione (presidente e relatore Pietro Baffa) ha inflitto all’imputato la pena di 3 anni di reclusione, pur riconoscendo le attenuanti generiche, per il reato aggravato di maltrattamenti in famiglia.

Difeso dagli avvocati Francesca Conte e Denise Berio, potrà presentare ricorso in Appello appena verranno depositate le motivazioni della sentenza. I legali hanno infatti sostenuto, durante la discussione in aula, l’insussistenza delle accuse verso il proprio assistito. Anche il pm d’udienza ha richiesto l’assoluzione e inoltre la persona offesa ha rinunciato alla costituzione di parte civile. Quest’ultima era assistita dall’avvocato Paola Gatto.

L’inchiesta

Le indagini hanno preso il via dalla denuncia presentata dalla moglie, dopo gli ennesimi soprusi subìti dal presunto marito-violento. Secondo l’accusa, dal 2015 e fino al 2020, l’uomo avrebbe aggredito e minacciato quotidianamente la propria coniuge. In particolare, l’avrebbe presa a schiaffi e spintonata, dopo averla denigrata con epiteti offensivi. Non solo, poiché in preda a scatti d’ira, avrebbe danneggiato i mobili della casa. Tali gravi condotte, come sostiene il pm nel capo d’imputazione, sarebbero state messe in atto dall’uomo anche in presenza dei figli minori, “instaurando nell’abitazione familiare un clima di angoscia e sopraffazione”. Ed inoltre, in una circostanza, il padre avrebbe cacciato moglie e figli da casa, costringendoli a dormire in macchina.

A volte, poi, sostiene il pm, quando quest’ultimi erano affidati a lui, poiché la moglie era impegnata al lavoro, il padre li lasciava soli in casa e senza cibo.

Dopo la denuncia presentata dalla moglie, scattarono le indagini condotte dai Carabinieri della stazione di Nardò, guidati dal maresciallo maggiore Vito De Giorgi. L’uomo venne sottoposto al provvedimento di allontanamento dalla casa familiare e al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, che è stato successivamente revocato.

Successivamente, su richiesta del pubblico ministero Maria Rosaria Micucci, il gip Edoardo D’Ambrosio emise un decreto di giudizio immediato nei suoi confronti e si arrivò alla celebrazione del processo penale, conclusosi nelle scorse ore con la condanna dell’uomo per il reato di maltrattamenti.



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