Dopo il bypass gastrico una 56enne si sente male e muore in ospedale. Medico finisce sotto processo

Le indagini hanno preso il via dalla denuncia presentata dal marito della vittima, una 56enne di Pisignano, frazione di Vernole. La donna perse la vita nel giugno del 2021.

Un medico finisce sotto processo, a seguito dell’inchiesta sul decesso in ospedale di una 56enne, avvenuto alcuni giorni dopo l’intervento chirurgico per l’inserimento di un bypass gastrico. Il gup Angelo Zizzari, al termine dell’udienza preliminare, ha rinviato a giudizio il “camice bianco”, in servizio all’epoca dei fatti, presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Il processo si aprirà il 20 ottobre dinanzi al giudice monocratico Elena Coppola.

L’imputato risponde dell’ipotesi di reato di omicidio colposo e responsabilità colposa in ambito sanitario. Assistito dall’avvocato Stefano Prontera, potrà difendersi dalle accuse nel corso del dibattimento.

I familiari della vittima si sono costituiti parte civile con gli avvocati Luigi Rella e Cristian Mulino. Invece l’Asl, assistita dall’avvocato Salvatore Corrado, è stata citata come responsabile civile.

Le indagini hanno preso il via dalla denuncia del marito della vittima, una 56enne di Pisignano (frazione di Vernole), morta il 28 giugno del 2021.

Nell’esposto, presentato presso il posto fisso di polizia dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce, venivano ricostruite le varie tappe della dolorosa vicenda. Ad aprile del 2021, i familiari della donna si erano rivolti ad un medico specialista per programmare un intervento di chirurgia bariatrica per dimagrire. L’operazione, consistente nell’inserimento di un bypass gastrico in laparoscopia, avveniva la mattina del 24 giugno del 2021. Successivamente, come riportato nella denuncia, la donna avvertiva dolori addominali, accompagnati da decimi di febbre che persistevano fino alla mattina del 28 giugno. Il marito provava invano a contattare la moglie al telefono. E intorno alle 12, gli veniva comunicato di recarsi in ospedale perché la paziente non si sentiva bene. Poco dopo, i medici riferivano, che la donna era deceduta a causa di un arresto cardiaco.

L’inchiesta, coordinata dal pm Giorgia Villa si è avvalsa della consulenza tecnica del medico legale Alberto Tortorella e del professore Nicola Palasciano.

E sarebbe emerso, secondo l’accusa, un errore tecnico, presumibilmente nell’utilizzo della suturatrice, consistito nella perforazione viscerale, nel corso dell’intervento chirurgico, eseguito con la tecnica del bypass gastrico in laparoscopia. Ciò avrebbe provocato una peritonite diffusa con conseguente shock settico, fino a portare al decesso della donna.

Ora sarà il processo a stabilire se vi sia stata imperizia e negligenza, da parte del medico, nell’intervento chirurgico.



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