Una lettera firmata con il sangue: nuove minacce di morte a due magistrate salentine

E dopo le nuove intimidazioni, sono state disposte misure di tutela ancora più rigide. Per entrambe era già stata disposta la scorta

Nuove minacce di morte, questa volta firmate col sangue, nei confronti della gip Maria Francesca Mariano e della pm della Direzione Distrettuale Antimafia, Carmen Ruggiero.

A seguito della missiva, contenente nuove minacce, si è tenuta nei giorni scorsi, una riunione d’urgenza in Prefettura del comitato per l’Ordine e la sicurezza, che come primo atto ha stabilito il rafforzamento delle misure di protezione.

Nella lettera, composta da due fogli e firmata col sangue, la giudice Mariano sarebbe stata minacciata di morte. E non soltanto lei, ma anche la pm Carmen Ruggiero. Si tratta del magistrato titolare dell’inchiesta che lo scorso 18 luglio ha colpito il clan della Scu Lamendola-Cantanna con 22 arresti disposti da Mariano.

La pm salentina avrebbe ricevuto una missiva contenente minacce di morte, intercettata nel carcere di Lecce. Non solo, poiché sarebbe stata minacciata, anche durante un interrogatorio. Un indagato, dopo essere andato in bagno, avrebbe tirato dalla tasca un taglierino per poi puntarlo contro la pm.

Entrambe, come detto, si trovano sotto scorta dalla scorsa estate. Le prime lettere di minacce nei loro confronti, risalenti al mese di agosto, erano state individuate nel carcere di Lecce e bloccate dai poliziotti della penitenziaria.

E dopo le nuove intimidazioni, sono state disposte misure di tutela ancora più rigide.

Le indagini sono in corso, e sono coordinate per competenza, dai giudici della Procura di Potenza. Un fascicolo d’inchiesta è già stato aperto con le ipotesi di reato di minacce aggravate.