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Attestati per Oss in odor di falso. Spuntano nuove presunte vittime. Il fascicolo ritorna in Procura

by Angelo Centonze
8 Aprile 2022 17:20
in Cronaca
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L’inchiesta su presunti corsi di formazione fasulli per diventare operatore socio sanitario è destinata ad allargarsi.

Nella mattinata di oggi, presso l’aula bunker, si è verificato un colpo di scena nel corso dell’udienza preliminare davanti al gup Giulia Proto, dopo la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Donatina Buffelli nei confronti di otto imputati.

Il giudice ha infatti ritrasmesso gli atti alla Procura, poiché almeno un’altra quindicina di persone (oltre a quelle che già risultano parti offese nel procedimento, negli anni compresi tra il 2015 ed il 2018) ha chiesto di potersi costituire civile.

Si tratta di altri “aspiranti” operatori socio sanitari, che sarebbero stati vittime di truffa nel periodo successivo al 2018 e sarebbero venuti a conoscenza dell’inchiesta, tramite gli organi di informazione. Ora, dunque, il pm Buffelli dovrà presumibilmente riformulare il capo d’imputazione, allargando l’arco temporale e includendo le nuove “persone offese”.

Intanto, ricordiamo che la richiesta di rinvio a giudizio riguardava: i rappresentanti legali di un istituto di formazione, con sede a Lecce che si sono succeduti negli anni, anche nelle vesti di direttori didattici di un presunto ente formativo con sede a Teramo. E ancora, collaboratori, segretarie, insegnanti ed esaminatori.

Le “persone offese” sono assistite dagli avvocati Davide Spiri, Giovanni Montagna, Francesco Cazzato, Gianni Gemma, Stefano Licci, Giovanni Ianne.

Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Umberto Leo, Andrea Conte e Giuseppe Rosafio.

L’inchiesta, condotta dai militari della Guardia di Finanza ha preso il via dalla denuncia di una decina di corsisti che avrebbero pagato la somma di 2.800 euro per partecipare al corso Oss, ricevendo un attestato, ritenuto fasullo dagli inquirenti. Non solo, anche dall’esposto di due dirigenti della Regione Abruzzo, che ritenevano false le firme presenti sui documenti. Sotto la lente d’ingrandimento della Procura sono finiti  loghi, timbri e intestazioni in odor di falso.

Tags: operatore-socio-sanitariooss
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