Operazione Palude, la famiglia Emiliano respinge le accuse: “vittime di una vendetta”

La famiglia Emiliano ha respinto le accuse nell’interrogatorio di garanzia che si è svolto questa mattina. Hanno riferito che si è trattato di una vendetta nei loro confronti.

Teoricamente una normale famiglia di pastori. In pratica, i componenti di una associazione a delinquere a conduzione familiare che, per espandere la loro attività abusiva, hanno reso la vita dei ‘vicini’ imprenditori un vero e proprio incubo, condito da aggressioni, minacce, danneggiamenti di ogni genere.

Si è tenuto questa mattina, l’interrogatorio di garanzia di papà Cosimo Emiliano, 74enne di Porto Cesareo che insieme ai suoi tre figli Mario, Luigi e Alfredo avevano messo su un vero e proprio parcheggio, prima riservato solo ai camper, poi anche alle auto al prezzo di cinque euro al giorno. Una somma giusta, considerando il posto, una delle mete preferite dai turisti che scelgono di trascorrere le vacanze in Salento.

I quattro – assistiti dagli avvocati Giuseppe Bonsegna e Giancarlo Vaglio-hanno parlato a lungo. Hanno risposto alle domande del Giudice per negare le accuse che gli sono state contestate a vario titolo: estorsione aggravata e continuata, minacce, danneggiamento aggravato mediante incendi, invasione di terreni ed occupazione abusiva di area demaniale.

Respinge tutto la famiglia Emiliano che, anzi, punta il dito contro coloro che hanno permesso di scoprire il “business criminale”. Nell’interrogatorio, infatti, hanno accusato le vittime di “vendetta”, per alcuni contenziosi legali, relativi alla proprietà dei terreni. Inoltre, hanno negato di aver mai esercitato violenza, tranne un singolo episodio di danneggiamento, dopo l’ennesima provocazione, per ammissione di uno dei figli.

Volevano diventare i padroni di Palude Fede

Eppure le denunce, in questi anni, sono state tante. L’ultimo episodio violento, immortalato dalle telecamere nascoste, risale alla scorsa estate quando uno degli Emiliano, utilizzando la sua auto come ariete, ha buttato giù l’insegna e parte della recinzione del lido confinante. Per non parlare della sassaiola contro un imprenditore balneare che si sarebbe consumata davanti agli occhi atterriti di turisti e bagnanti.

Dieci anni di “guerra” contro i competitor solo per conquistare, anzi impadronirsi di uno dei tratti più belli della costa ionica, in località  “Palude Fede” che ha dato anche il nome all’operazione. Un indagine lunga e certosina che ha permesso di “aprire il vaso di Pandora”.

Insomma, la famiglia Emiliano ha respinto le accuse di estorsione, gli episodi di minacce, le aggressioni L’avvocato Bonsegna, però, al momento non ha avanzato istanza di scarcerazione, dinanzi al gip Simona Panzera, ma a breve dovrebbe depositare una corposa memoria difensiva.



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