Operazione Skipper. Cade l’accusa di tentato omicidio per tre arrestati dinanzi al Riesame

Il Tribunale del Riesame ha revocato la misura del carcere per Antonio Cioffi, 70 anni di Nardò, sostituendola con i domiciliari.

Cade l’accusa di tentato omicidio per tre arrestati, nell’ambito dell’operazione Skipper. Il Tribunale del Riesame (Presidente Giovanni Gallo, relatore Antonio Gatto, a latere Anna Paola Capano) nelle scorse ore, ha confermato il carcere per Pierpaolo Pizzolante, 30 anni di Acquarica del Capo; Giovanni Rizzo, 52 anni di Taviano ed Angelo Rainò, conosciuto come Donatello, 53enne di Taviano, per il reato di traffico di droga, escludendo l’accusa di tentato omicidio. È stata così accolta l’istanza avanzata dall’avvocato Biagio Palamà che aveva impugnato l’ordinanza del gip.

Secondo la Procura, in tre occasioni avrebbero cercato di eliminare un pregiudicato ritenuto da Pizzolante un informatore della polizia giudiziaria, in concorso con altre persone. In che modo? Prima pensando di fargli saltare in aria la barca e poi mettendo in pratica altri sistemi “esplosivi”. Alla fine, come sostiene il pm: “non riuscirono nell’intento per cause indipendenti dalla loro volontà”.

Invece, nella giornata di oggi, il Riesame ha revocato la misura del carcere per Antonio Cioffi, 70 anni di Nardò, sostituendola con i domiciliari. È stata dunque accolta l’istanza presentata dagli avvocati Luigi ed Alberto Corvaglia.

Ricordiamo che durante l’interrogatorio di garanzia, Cioffi ha ammesso un episodio contestato dalla Procura ed ha negato l’altro.

L’operazione Skipper

L’operazione Skipper ha scoperchiato un ingente e consolidato traffico di droga transazionale con epicentro nel basso Salento. L’organizzazione presentava un organigramma ben definito e collaudato: Alduino Giannotta, 59enne salentino, era il promotore, organizzatore, dirigente e finanziatore, dedito all’approvvigionamento della cocaina dall’Olanda ed ai contatti con i fornitori internazionali.

Pierpaolo Pizzolante, 30enne di Acquarica del Capo, organizzatore, uomo di fiducia di Giannotta, preposto alla direzione delle importazioni dall’Olanda e alla successiva distribuzione del narcotico in territorio salentino. Giovanni Rizzo, 53enne di Taviano, che acquisita la sostanza da Giannotta, la redistribuiva sulle principali piazze della provincia leccese.

E poi ci sono Nicolò Urso, 32enne di Presicce e Donato Angelo Rainò, cinquantatreenne di Taviano, ritenuto gli uomini di fiducia rispettivamente di Pizzolante e Giovanni Rizzo, dediti all’attività di trasporto, acquisto e vendita della cocaina nei territori di competenza e delle connesse operazioni di consegna e ritiro dei corrispettivi in denaro.

E si è in attesa dell’estradizione di Alduino Giannotta, 58 anni, di Acquarica del Capo, ma residente ad Amsterdam. Nei giorni scorsi, è stato catturato in Brasile ed è considerato la “mente” dell’organizzazione criminale. È assistito dall’avvocato Biagio Palamà e verrà ascoltato nei prossimi giorni.



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