“Fatti tutt’altro che episodici. Un malcostume diffuso” Il gip sui presunti assenteisti

Il gip, nell’ordinanza di applicazione della misura cautelare interdettiva per un anno dai pubblici uffici, ripercorre i fatti più eclatanti che coinvolgerebbero i funzionari comunali ed i dipendenti della Lupiae Servizi.

“Fatti tutt’altro che episodici e che, al contrario pongono in evidenza l’esistenza di un malcostume diffuso tra molti dipendenti adusi ad abbandonare la sede di servizio in orario di lavoro. Approfittando evidentemente di maglie troppo larghe nei controlli sulla presenza in ufficio e sull’effettivo svolgimento delle mansioni lavorative da parte del personale”. Il gip Alcide Maritati, nelle circa 200 pagine di ordinanza di applicazione della misura cautelare interdettiva per un anno dai pubblici uffici, traccia un quadro a tinte fosche sugli episodi contestati dalla Procura.
Il giudice ripercorre i fatti più eclatanti che coinvolgerebbero, secondo la tesi accusatoria sostenuta dal pm Maria Vallefuoco, 9 persone ( cinque funzionari degli uffici comunali e quattro dipendenti della Lupiae Servizi).

Gli episodi contestati nell’ordinanza

Gli episodi si sarebbero verificati tra marzo e luglio del 2016. Le cifre contestate oscillerebbero dai poco più 300 euro, fino ad oltre 4mila euro ( in talune circostanze corrispondenti al valore dei buoni pasto). Le ore di assenza, invece, sarebbero in certi casi “appena” 25; in altri, arriverebbero a quota 100.
I cinque funzionari comunali indagati, sostiene la Procura, avrebbero “omesso di rilevare la propria assenza dal luogo di lavoro ovvero giusitificato la stessa attestando, contrariamente al vero, la sussistenza di motivi di servizio”. In che modo?…continua il pm Vallefuoco “non registrando le relative uscite sull’orologio marcatempo ovvero attestando falsamente mediante la digitazione di apposito codice, la loro inerenza all’attività lavorativa prestata”. In tal modo, i funzionari si sarebbero garantiti “la percezione da parte della Pubblica Amministrazione di emolumenti retribuiti per prestazioni lavorative non effettuate”. Si tratta di: Giovanna D’Arpe, 62enne leccese, in qualità di funzionario dell’Ufficio Servizi Necroscopici e Cimiteriali; Ivan Vernich, 61enne leccese, Coordinatore del servizio igiene sanità e randagismo del settore ambiente; Fulvio Secondo, 63 anni di Lizzanello, segretario con mansioni di coordinamento con le sedi distaccate del settore ambiente; Crstiano Mezzi, 46 anni di Lizzanello, addetto alla cura del settore Igiene e Sanità; Fortunato Buttazzo, 67 anni leccese, Istruttore amministrativo contabile presso il servizio demografico.

Invece, i quattro dipendenti della Lupiae Servizi, avrebbero attestato, sostiene il pm “in più occasioni e contrariamente al vero, sull’apposito registro, la propria presenza sul luogo di lavoro in orari diversi o maggiori di quelli effettivi”.
I dipendenti coinvolti sono: Elisabetta Sanzò, 44 anni di Lizzanello, dipendente della Lupiae Servizi, distaccata presso il settore ambiente;Valentina Vernich, 38enne leccese, “distaccata” presso il settore demografico; Renzo Bergamo, 48 anni di Villa Convento ( Novoli) e Patrizia Corallo, 47 anni di Lecce, entrambi addetti alle pulizie degli uffici di Via Lombardia.

I nove indagati attinti dall’ordinanza, potranno fornire la propria versione dei fatti, nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si svolgerà nelle prossime ore, dinanzi al gip.
Sono assistiti, tra gli altri dagli avvocati Luigi e Roberto Rella.

Vi è anche un decimo indagato, per il quale il giudice ha rigettato la richesta di applicazione della misura interdettiva. Si tratta del dipendente comunale, C.C. 43 anni di Surbo.

Non solo, poiché le indagini si sono soffermate su 40 posizioni. In seguito, “soltanto” nove persone sono state attinte dall’ordinanza.