“Invitate” a spogliarsi davanti alla webcam da finto ginecologo. Perquisizioni e sequestri in casa di un 40enne

La vicenda, raccontata da una giovane donna salentina su Facebook e Instagram, ha permesso alle altre vittime di venire allo scoperto e di raccontare la loro storia.

Scatta la perquisizione e il sequestro di materiale informatico a carico di un 40enne che si spacciava per ginecologo e che avrebbe contattato oltre 400 donne inducendole a compiere visite ginecologiche on line. La Polizia di Stato, su delega della Procura di Taranto, ha effettuato una perquisizione in casa dell’uomo, con l’accusa di violenza sessuale.

Durante la perquisizione sono stati sequestrati smartphone, supporti di memoria e schede sim.

Il 40enne è stato identificato attraverso l’analisi dei dati telefonici e telematici, gli accertamenti effettuati su file audio delle telefonate registrate dalle vittime e, soprattutto, grazie alla collaborazione di queste ultime.

Dai primi riscontri, le informazioni sembrerebbero essere state ottenute dalla consultazione di portali di annunci di compravendite on line.

L’uomo, in possesso dei dati personali delle ragazze, chiedeva loro di collegarsi in videochiamata e infine, le invitava a spogliarsi, con il pretesto di una visita ginecologica, tramite webcam, “per accertamenti intimi necessari e urgenti”. La vicenda, raccontata da una giovane donna salentina su Facebook e Instagram, ha permesso alle altre vittime di venire allo scoperto e di raccontare la loro storia. E sono venuti a galla centinaia di casi, con segnalazioni giunte da varie parti d’Italia. In alcuni casi, però le ragazze sono riuscite a registrare la conversazione con il sedicente ginecologo

Inoltre, la conoscenza della “storia clinica” delle vittime, ha creato allarme negli ospedali e nei laboratori di analisi, poiché il molestatore seriale potrebbe averne hackerato i database.

Dopo le denunce delle vittime, sono scattate le indagini della polizia postale.



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