Presunte irregolarità nella gestione dei centri di accoglienza, 23 persone sotto processo 

Tra le accuse contestate a vario titolo agli imputati, c’è la frode nelle pubbliche forniture. Il processo si aprirà l’1 febbraio 

Finiscono sotto processo 23 persone, a seguito della maxi inchiesta sulle presunte irregolarità nella gestione di alcuni centri che accolgono i migranti nel Salento.

Al termine dell’udienza preliminare, nella giornata di ieri, il gup Maria Francesca Mariano, ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pm Massimiliano Carducci, nei confronti di: Giuseppe Mazzotta, 55enne di Trepuzzi; Pietro Giuseppe Paolo Maggio, 59enne di Santa Cesarea Terme; Italo Cozza, 52 anni di Santa Cesarea Terme, nelle vesti di appuntato scelto della Guardia di finanza. Sono finiti sotto processo anche gli imprenditori: Gabriele Solombrino, 42 anni di Copertino; Cosimo Serino, 57enne di Laterza; Fernando Margilio, 65 anni di Squinzano; Guido Cozza, di Santa Cesarea Terme. E poi Lucio Ruberti, 60 anni di Copertino; Alexandru Costantin Stan, 35 anni di Bucarest; Alessandro Romano, 47enne di Crotone; Anna Maria Saggiomo, 66enne di Camerota (provincia di Salerno); Fernando Antonio Guida, di Lecce; Antonio Fersini, di Diso; Fabio Natali, 42 anni di Maglie; Filippo Saquella, 33 anni di San Pietro Vernotico; Silvia Visconti, 43enne di San Pietro Vernotico; Emanuela Tanelli, 41 anni di Lecce; Salvatore Giannone, 42 anni di San Pietro Vernotico; Luigi Murra, 58 anni di Novoli;  Maria Domenica Francesca Maggio, 57 anni di Santa Cesarea Terme; Assunta Stefania Maggio, 52enne di Santa Cesarea Terme; Massimo De Marco, 55 anni di Nardò; Leo Pasquarelli, 55enne di Atessa (Chieti).

Il collegio difensivo

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Giovanni Montagna, Amilcare Tana, Francesco Calabro, Luigi Covella, Giuseppe Serratì, Luigi Rella, Massimo Pantaleo Cannoletta, Francesco De Giorgi, Giulio Bray, Maria Corvaglia, Loredana Maruccia, Raffaele Di Staso, Luigi Fersini, Antonio Savoia, Paolo Gaballo. Gli imputati potranno difendersi dalle accuse nel corso del dibattimento.

Il processo si aprirà in data 1 febbraio davanti al giudice monocratico Chiara Panico.

Soltanto Fernando Toraldo, 73 anni di Lizzanello, ha patteggiato la pena a 2 anni di reclusione con l’avvocato Massimo Gabrieli Tommasi.

 Tra le accuse contestate a vario titolo agli imputati c’è la frode nelle pubbliche forniture e poi la dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, emissione di fatture false, omessa dichiarazione, accesso abusivo al sistema informatico, utilizzazione del segreto d’ufficio.

Sono tre i filoni delle indagini dei militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Otranto, guidati dal comandante Davide Santuccio, che hanno portato all’emissione dell’ordinanza del gip Marcello Rizzo, con sette misure cautelari (un arresto e sei interdittive).

Il primo riguardava un finanziamento pubblico per la realizzazione di un albergo a Santa Cesarea Terme, ottenuto anche grazie all’uso di fatture per operazioni inesistenti. Il secondo, toccava la gestione dei centri di accoglienza dei migranti richiedenti asilo. Il terzo, quello delle frodi finalizzate ad evadere l’Iva, si concentrava sul meccanismo del cosiddetto reverse charge.

Sulla gestione dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria), le indagini si sono soffermate anche sull’allontanamento per motivi vari dei migranti o  sulla presenza di cittadini stranieri che, seppure in possesso di provvedimento di rigetto del permesso di soggiorno, risultavano ancora come ospiti. In questo modo venivano percepite somme di denaro non dovute.

Non solo, in alcune conversazioni gli interlocutori avrebbero informato gli immigrati, non in regola, di lasciare il centro di accoglienza prima dell’arrivo degli uomini della Questura che avrebbero provveduto ad accompagnarli in altri centri di accoglienza prima del rimpatrio.