Processo Game Over su mafia, droga ed estorsioni. “Sconti di pena” in Appello

L’impianto accusatorio è rimasto comunque sostanzialmente invariato al termine del processo di secondo grado.

L’impianto accusatorio è rimasto comunque sostanzialmente invariato al termine del processo di secondo grado.

(Lecce) Arrivano svariati sconti di pena, anche se l’impianto accusatorio è rimasto sostanzialmente invariato al termine del processo di secondo grado, dopo la maxi inchiesta “Game Over”, culminata nel blitz del 2022, su di un presunto gruppo mafioso, con base nel quartiere 167 b di Lecce. Il sodalizio, secondo l’accusa, era specializzato nello spaccio di droga, in spedizioni punitive ed estorsioni verso gli ambulanti in occasione delle le festività di Sant’Oronzo, di incontri di calcio del Lecce, eventi musicali e sagre, e nella gestione dei parcheggi abusivi durante spettacoli ed eventi sportivi.

La Corte di Appello di Lecce (presidente Domenico Toni), nella giornata di oggi, ha rideterminato la pena per 13 imputati, come concordato da difesa e pubblica accusa. I giudici hanno inflitto 14 anni di reclusione per Carlo Zecca, 35enne; 7 anni, 9 mesi e 10 giorni per Aleandro Capone, 28enne; 10 anni e 4 mesi per Francesco Capone, 29enne; 4 anni per Nicolò Capone, 26enne; 7 anni e 4 mesi per Daniele De Vergori, 24enne; 3 anni e 4 mesi per Maurizio Elia, 47enne; 10 anni e 6 mesi per Carlo Gaetani, 40enne; 3 anni e 7 mesi per Nicolò Greco, 25enne; 8 anni per Giuseppe Guido, 34enne; 6 anni per Domenico Persano, 64enne; 9 anni, 2 mesi e 20 giorni per Nicola Pinto, 37enne; 8 anni per Gianluca Stella, 34enne; 3 anni e 4 mesi per Simone Zimari, 34enne (tutti di Lecce). Inoltre, per Nicolò Capone, Maurizio Elia, Nicolò Greco e Simone Zimari la sentenza prevede il pagamento di 12mila euro di multa ciascuno e per Domenico Persano quello di 18mila euro.

Confermata la condanna di primo grado a 10 anni e 9 mesi per Fabio Briganti, 53enne ed a 6 anni e 8 mesi per Enzo Quaranta, 38enne, entrambi di Lecce. Le motivazioni della sentenza si conosceranno entro i prossimi 90 giorni.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati: Giuseppe De Luca, Renata Minafra, Raffaele Benfatto, Giancarlo Dei Lazzaretti, Francesco Vergine, Marco Caiaffa, Stefano Prontera, Luigi Covella, Amilcare Tana, Paolo Cantelmo, Giuseppe Presicce, Stefano Pati, Benedetto Scippa, Angelo Vetrugno, Stefano Stefanelli, Pantaleo Cannoletta, Lucia Longo.

Nell’ottobre del 2023, il gup Maria Francesca Mariano aveva inflitto complessivamente, oltre 160 anni di reclusione, con pene comprese tra i 6 ed i 22 anni. Invece, era arrivata l’assoluzione (diventata definitiva) per Pasquale Briganti, detto Maurizio, di Lecce, assistito dagli avvocati Antonio Savoia e Ladislao Massari. Anche il pm Giovanna Cannarile della Direzione Distrettuale Antimafia, aveva chiesto l’assoluzione.

L’inchiesta

Va detto che l’8 aprile del 2022, si svolse una vasta operazione di polizia. Gli agenti eseguirono 17 misure di custodia cautelare emesse dal gip Marcello Rizzo su richiesta della Dda.

Le indagini, avviate nell’estate del 2019, hanno riguardato un presunto gruppo criminale di Lecce, conosciuto come clan Briganti e facente capo, secondo gli inquirenti, a Pasquale Briganti, detto Maurizio (assolto al termine del processo).

Il gruppo si sarebbe occupato dell’acquisto della droga, prevalentemente in territorio albanese, da immettere sulle piazze di spaccio, cittadine e della provincia ed avrebbe avuto un’ampia disponibilità di armi da guerra.

Sono state contestate, come detto, anche, numerose estorsioni e spedizioni punitive.

 



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