Leccenews24
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
Leccenews24
No Result
View All Result

Processo sul gasdotto Tap. Chieste otto condanne e l’assoluzione per la società

by Angelo Centonze
20 Gennaio 2025 20:23
in Cronaca
0
Il Tribunale di Viale De Pietro

Il Tribunale di Viale De Pietro

La Procura di Lecce ha chiesto l’assoluzione per la società Tap in merito ad un illecito amministrativo e per la maggior parte degli imputati, riguardo quasi tutti i capi di imputazione (erano sei complessivamente), tranne uno. E per i quali è stata avanzata la richiesta, in molti casi, di prescrizione. E poi, è stata invocata la condanna a 3 anni di reclusione (con la diminuzione per l’attenuante) e al pagamento di una multa di 66.667 euro ciascuno per otto manager accusati dalla Procura di aver causato, con la realizzazione del gasdotto con approdo a San Foca (marina di Melendugno) «una compromissione o un deterioramento della falda acquifera contaminandola con sostanze pericolose».  Sono  in tutto 19 le persone finite sul banco degli imputati, inclusa la società Trans Adriatic Pipeline, come persona giuridica. Nella mattina di oggi, dinanzi al giudice monocratico Chiara Panico, il pm Alessandro Prontera, al termine di una lunga ed articolata requisitoria in cui ha ricostruito le tappe della complessa vicenda giudiziaria, ha chiesto la condanna per Michele Mario Elia, 78 anni, originario di Castellana Grotte, ex country manager Tap; Gabriele Paolo Lanza, 61 anni, di Atessa (Chieti), project manager Tap. E poi per i manager della Saipem, la società appaltatrice per i lavori di costruzione del micro tunnel: Luigi Romano, 68 anni, di Siracusa; Adriano Dreussi, 62 anni, di Pagnacco (Udine); Piero Straccini, 67 anni, di Pescara; Luca Gentili, 56 anni, di Milano. Non solo,anche per Yuri Picco, 46 anni, di Villanova di San Daniele (Udine) ed Aniello Fortunato, 46 anni, di Ascea (Salerno), rispettivamente, responsabile di commessa e direttore tecnico di cantiere della Icop, la società incaricata di realizzare il pozzo di spinta.

Chiesta l’assoluzione o la prescrizione dei reati per tutti gli altri. Sul banco degli imputati comparivano anche: Lucio Mello, 61 anni, di Veglie, titolare dell’omonima impresa con sede a Carmiano, impegnata nell’espianto e trasporto di ulivi; Massimiliano Greco, 52enne, di Arnesano, legale rappresentante dell’impresa addetta alla installazione della recinzione;  Antonio Vallone, 54 anni, di Galatina, legale rappresentante della società subappaltatrice del montaggio della recinzione.  E ancora, Giuseppe Mariano, 59 anni, di Copertino, direttore di cantiere della Sme strade; Giuseppe Cesario  Calò, 72 anni, di San Cesario, datore di lavoro di Geoambiente srl con sede a Cavallino; Maurizio Luigi De Pascalis, 65 anni, di Galatina, rappresentante della società che ha fornito il calcestruzzo; Claudio Coroneo, 68 anni, di Galatina, amministratore dell’impresa addetta al montaggio della recinzione, e il socio  Pantaleo Notaro, 64 anni, di Galatina; Alessandro Niccoli, 45 anni, di Brindisi, amministratore dell’impresa che ha eseguito i lavori; e Marco Paoluzzi, 51 anni, di Roma, direttore dei lavori.

La prossima udienza è fissata per il 10 febbraio.

Le accuse contestate a vario titolo agli imputati sono quelle di deturpamento di bellezze naturali, danneggiamento, violazione del testo unico in materia edilizia, inquinamento idrico.

In base a quanto contenuto nel capo di imputazione, le opere per la realizzazione del gasdotto sarebbero state realizzate senza seguire le indicazioni della Valutazione di Impatto Ambientale e «su aree sottoposte a vincolo paesaggistico e idrogeologico». Dunque, su zone agricole dichiarate di «notevole interesse pubblico». I lavori, inoltre, si sarebbero svolti in assenza di autorizzazioni ambientali, idrogeologiche, paesaggistiche ed edilizie.

Non solo, poiché si fa riferimento all’espianto degli ulivi in località «Le Paesane» e all’inquinamento della falda acquifera a pochi passi dal cantiere, a causa di una mancata o incompleta impermeabilizzazione.

Nel corso del dibattimento si sono succeduti vari giudici e sono stati ascoltati numerosi testimoni.

Va detto che sul processo pende il rischio della prescrizione.

Gli imputati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Andrea Sambati, Roberto  Sisto, Angelo Nanni.

Compaiono in qualità di parti civili, i sindaci di vari comuni salentini e di numerose associazioni ambientaliste.

Sono assistiti, tra gli altri, dai legali Francesco Calabro, Renata Minafra, Ladislao Massari, Giuseppe Milli, Pierfilippo Centonze.

 

 

 

Tags: processotap
Previous Post

Maxi incendio a Trepuzzi, in fiamme il centro logistico di Edil Fortunato

Next Post

L’universo dei semi di Maria: un viaggio tra genetiche e innovazione

Ultime Notizie

Screenshot
Attualità

Blatte a Lecce, stop ai veleni chimici sui marciapiedi, sono un pericolo per bambini e animali

by Redazione

Allarme a Lecce per l'uso di polveri chimiche sui marciapiedi contro le blatte. L'Assessore avverte: "Inutili e pericolose per bambini...

“Ti Racconto a Capo”, Marco Rizzo a Corsano presenta il libro “Una biografia di periferia”

Il Tribunale di Viale De Pietro

Abusi sessuali sulla nipote, anche in occasione dei funerali della nonna? Condannato lo zio

Scacchi giovanili a Lecce, Giada De Vitis convocata per lo stage federale

Nardò si conferma tra le Spighe Verdi d’Italia: un premio alla sostenibilità e alla ruralità

Gallipoli, il mercato ittico torna al Comune, disposto il dissequestro

LECCENEWS24.it
Direttore responsabile: Marianna Merola
Korema Editore – P. IVA 04465860759
Registrazione al Tribunale di Lecce N. 1059 del 28/04/2010
E-mail: [email protected]
Tel. 328.7918277

IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ

Copyright © 2026