Inchiesta “Re Artù”. Al via la prima udienza del processo per Ruggeri ed altri 13 imputati

Gli imputati rispondono, a vario titolo ed in diversa misura, delle ipotesi di reato di corruzione, traffico di influenze illecite e falso ideologico.

Ha preso il via, questa mattina, il processo sull’inchiesta “Re Artù” che ha portato nel luglio dello scorso anno, ad un terremoto giudiziario nel panorama politico e nella sanità.

Tra i 14 imputati compare l’ex senatore ed ex assessore regionale Salvatore Ruggeri  che non era presente in aula. È difeso dagli avvocati Giuseppe Fornari e Salvatore Corrado. 

Nella mattinata di oggi, dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale (presidente Luca Scuzzarella, a latere Valeria Fedele e Natascia Mazzone), presso il tribunale di viale De Pietro, sono state affrontate una serie di questioni preliminari.

Nella prossima udienza, fissata per il 18 settembre, il collegio scioglierà le riserve sulle suddette questioni e si dovrebbe procedere con le richieste di prova e con l’incarico ad un consulente tecnico per la trascrizione di alcune intercettazioni.

Sul banco degli imputati compaiono, oltre a Salvatore Ruggeri, 73 anni di Muro Leccese, anche: Mario Romano, 72 anni, ex consigliere regionale e il figlio, Massimiliano Romano, 52 anni, ex consigliere provinciale (entrambi di Matino); Antonio Renna, 57 anni, ex sindaco di Alliste; Rodolfo Rollo, 61 anni, di Cavallino, ex direttore generale della Asl Lecce; Suor Margherita Bramato, 72enne di Tricase, direttrice dell’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase; i medici Vito Elio Quarta, 77 anni, di Carmiano e Luigi Marzano, 75enne di Leverano; l’imprenditore Fabio Marra, 55 anni di Galatone; Antonio Greco, 49 anni, di Carpignano Salentino; Vito Caputo, 62enne di Nardò; Silvia Palumbo, 40enne di Racale; Michele Antonio Adamo, 66 anni di Nardò; Graziano Musio, 67 anni di Matino.

Gli imputati rispondono, a vario titolo ed in diversa misura, delle ipotesi di reato di corruzione, traffico di influenze illecite e falso ideologico.

Il collegio difensivo

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati: Massimo Manfreda, Luigi Covella, Francesco Fasano, Luigi Corvaglia, Pierluigi Portaluri, Gabriella Mastrolia, Francesca Conte, Sabrina Conte, Dimitry Conte, Francesco Vergine, Stefano De Francesco, Carlo Viva, Mario Coppola, Maria Greco e Dario Paiano. I legali potranno dimostrare l’estraneità alle accuse dei propri assistiti nel corso del dibattimento.

Tra le parti civili compaiono: la Provincia di Lecce, assistita dall’avvocato Maria Amato; la Regione Puglia con l’avvocato Daniela Limongelli; Asl Lecce e Sanità Service, attraverso l’avvocato Fulvio Pedone; il Consorzio di Bonifica Arneo e la Società Tecnomed di Nardò (Centro Medico Biologico), assistita dall’avvocato Bartolo Ravenna. Invece, nella giornata di ieri è stata rigettata la costituzione di parte civile di un’altra società.

Va detto che nel marzo scorso, il gup Sergio Tosi, al termine dell’udienza preliminare, ha rinviato a giudizio 14 imputati, tra cui Ruggeri, che è stato però prosciolto dall’accusa di abuso d’ufficio e falso, riguardo il ripristino del Lido Atlantis di Otranto. Disposto il proscioglimento anche per Pierpaolo Cariddi, 56 anni, ex sindaco di Otranto (avvocati Gianluca D’Oria e Mauro Finocchito); Mario Pendinelli, 57 anni, sindaco di Scorrano (avvocati Corrado Sammarruco ed Antonio Costantino Mariano); Emanuele Maggiulli, 56 anni, di Muro Leccese, ex dirigente comunale (difeso dall’avvocato Antonio Quinto). La Procura, per questa vicenda, ha già presentato appello.

Inoltre, per Pendinelli e Ruggeri è stato disposto il non luogo a procedere per l’accusa di corruzione elettorale, come richiesto dal pm.

L’inchiesta

Le investigazioni, svolte dai finanzieri della Compagnia di Otranto, sono confluite nel blitz “Re Artù” del 7 luglio del 2022, culminato in 11 misure cautelari.

Le indagini, coordinate dal pm Alessandro Prontera. avrebbero mostrato il potere di Ruggeri di infiltrarsi nei consorzi di bonifica (con l’ex sindaco di Alliste, Antonio Renna).

Secondo l’ipotesi accusatoria poi, Ruggeri ed il medico Quarta, “stringevano un patto corruttivo”, per accreditare il centro privato “Prodia” di Muro Leccese all’esercizio dell’attività di procreazione assistita. Nell’inchiesta si parla poi di posti di lavoro per i suoi “protetti”, in cambio di pesce di qualità e champagne. E si fa riferimento ad un presunto patto a luci rosse con una 37enne che ambiva a migliorare la posizione lavorativa.

Tra gli imputati anche l’ex direttore generale dell’Asl Rodolfo Rollo che è accusato di corruzione impropria per aver “favorito” l’accordo per l’acquisto delle prestazioni dialitiche del Centro “Santa Marcellina” dell’ospedale Panico di Tricase, diretto da Suor Margherita, attraverso l’intermediazione di Salvatore Ruggeri, all’epoca dei fatti, assessore regionale al Welfare. Invece Mario Romano, all’epoca in cui era consigliere regionale è accusato di avere raccomandato, il figlio di un signore che aveva presentato domanda per il concorso Arpal (Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro), assicurandogli il superamento del concorso dietro il pagamento di 8mila euro. Ed anche un 64enne per il concorso in Sanità Service, dietro il pagamento della somma di 7.500 euro.

Tali accuse saranno vagliate nel corso del processo.



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