La tranquilla atmosfera della Pasqua idruntina era stata improvvisamente interrotta, la sera del 5 aprile 2026, da una rissa scoppiata in Piazza Castello, nel cuore pulsante del centro storico. Erano da poco passate le 20:15 quando al numero di emergenza 112 è giunta la segnalazione di una situazione fuori controllo: urla, spintoni e un gruppo di giovani che si affrontavano brutalmente tra la folla di passanti e turisti.
Gli agenti della Questura di Lecce, in servizio presso le Volanti del Commissariato della “Città dei martiri”, sono intervenuti tempestivamente sul posto. Una volta riportata la calma e messa in sicurezza l’area, i poliziotti hanno avviato le prime verifiche e raccolto le testimonianze dei presenti per delineare la dinamica dell’accaduto.
Il lavoro investigativo, condotto in modo capillare, non si è limitato ai rilievi sul campo. La Polizia ha ricostruito l’intera vicenda incrociando diversi elementi tra cui l’analisi dei frame del sistema di videosorveglianza cittadino ha permesso di individuare i volti dei partecipanti. Gli investigatori, poi, hanno analizzato i profili social dei sospettati, trovando riscontri determinanti per l’identificazione. I dati sono stati incrociati con le attività di pattugliamento già effettuate nei giorni precedenti.
Al termine delle indagini, sono nove i giovani denunciati all’Autorità Giudiziaria. Il gruppo è composto da persone di diversa provenienza, un cittadino britannico di 20 anni; un 21enne di Tricase; cinque giovani di Scorrano (di età compresa tra i 19 e i 29 anni); un 23enne di Poggiardo e un 22enne di Mugnano di Napoli.
L’attività della Polizia di Stato prosegue ora sul fronte amministrativo. Il Questore di Lecce, Giampietro Lionetti, sta valutando l’adozione di misure di prevenzione personali (come il Daspourbano o avvisi orali) nei confronti dei soggetti coinvolti, al fine di tutelare la sicurezza pubblica e prevenire nuovi episodi di violenza nel centro storico.
Naturalmente, i provvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale non implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite nel rispetto dei diritti della persona indagata e della presunzione di innocenza.
