81enne trovato senza vita in casa. Resta in carcere il badante accusato di omicidio

Il giudice ha convalidato il fermo e confermato il carcere per il bandante dell’anziano trovato senza vita nella sua abitazione

Dopo la discussione a pranzo, per uno sguardo di troppo sul telefonino da parte dell’anziano, si è scatenata la sua ira, che lo ha portato a rompere il cellulare in testa all’81enne ed a picchiarlo selvaggiamente fino a provocarne la morte.

È quanto dichiarato da Victor Josan durante l’interrogatorio in carcere di questa mattina, davanti al gip Valeria Fedele. Il badante moldavo, assistito dall’avvocato Stefano Maggio, ha sostenuto di avere colpito in testa con un telefonino, Fernando Monte, 81enne di Castrignano de’ Greci, poiché, a suo dire, stava sbirciando il contenuto dei messaggi che stava scrivendo alla sorella. Non solo, lo avrebbe poi percosso con calci e pugni.

L’uomo ha sostanzialmente confermato quanto già riferito al pm Luigi Mastroniani, nell’immediatezza dei fatti, nel corso di una confessione in stato di choc, in cui dichiarò anche di avere sentito delle voci in testa. E non è escluso che possa essere disposta una perizia psichiatrica.

Al termine dell’udienza, il giudice ha convalidato il fermo e confermato il carcere, per i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, quali il pericolo di fuga ed il rischio di reiterazione del reato. Il 36enne risponde dell’accusa di omicidio aggravato dai futili motivi.

Intanto, nella giornata di domani, il pm Mastroniani conferirà l’incarico al medico legale Roberto Vaglio, per l’autopsia, che si svolgerà in mattinata, per stabilire con esattezza le cause della morte di Fernando Mo e le circostanze del grave fatto di sangue.

Ricordiamo che a scoprire il corpo dell’anziano, un ex commerciante ambulante, è stata la figlia della vittima. Intorno alle 18.30, quando la donna si è recata nell’abitazione del padre per fargli visita e dopo la macabra scoperta ha allertato le forze dell’ordine. I carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Maglie, insieme ai colleghi del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, hanno avviato le indagini. Il badante stava invece seduto davanti casa, sporco di sangue e in stato confusionale.

Al termine delle indagini, il 36enne è stato dichiarato in stato di fermo e condotto in carcere.

Il fermo è poi stato convalidato dal gip che ha confermato la misura cautelare.