Ossa ritrovate nel pozzo, la famiglia Giorgino: “Rispettate il nostro dolore”

Con una lettera del proprio legale i parenti del ragazzo scomparso 25 anni fa, in attesa dell’esito degli esami, chiedono di non andare oltre con le ricostruzioni.

“Nell’interesse e in nome e per conto della Famiglia del sig. Giorgino Claudio (madre, fratello e sorelle), con riferimento alla notizia di cronaca venuta alla ribalta sugli organi di stampa, relativa al presunto ritrovamento dei suoi resti, Vi chiedo di adottare il massimo della riserbo e discrezione in attesa dei riscontri scientifici e la comparazione del Dna”, con queste parole prende il via la lettera, indirizzata agli organi di stampa, da parte dell’avvocato Biagio Palamà, legale della famiglia Giorgino, in merito alla notizia dello scorso 25 luglio, nella quale si riporta che le ossa ritrovate in fondo a un pozzo nelle campagne di Matino apparterrebbero, secondo quanto dichiarato da Angelo Salvatore Vacca – che si trova recluso nel carcere di Milano dove deve la condanna in via definitiva per l’omicidio di Luciano Stefanelli, il boss emergente ucciso a colpi di kalashnikov, nel centro di Taviano, nel mese di luglio del 1995 – a Claudio Giorgino, un giovane scomparso nel 1994. Di più, Vacca, infatti, sarebbe anche l’autore del presunto omicidio del ragazzo e avrebbe condotto lui stesso gli inquirenti sul luogo del ritrovamento dei resti umani.

Rispetto per il dolore

“La famiglia del sig. Giorgino – prosegue la missiva del legale – confidando nell’operato della Magistratura e delle forze dell’ordine, nelle quali ripone piena fiducia, chiede il dovuto rispetto per il dolore che si trascina da 25 anni.

L’anziana madre dello scomparso, oggi 92enne, da quel 24 agosto del 1994 giorno in cui Claudio, allora trentenne, uscì da casa per non farvi più ritorno, vive nella continua speranza di riabbracciare il figlio o avere una tomba su cui piangere la prematura morte”.

Rispetto della privacy

“Per mio tramite – conclude Palamà – la famiglia Giorgino, Vi chiede di rispettare la privacy più volte violata in questi giorni, non avendo alcuna dichiarazione da fare se non quella che auspica di porre fine, finalmente, allo strazio interminabile di non conoscere la sorte del proprio congiunto”.

Il procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi, che coordina le indagini, ha conferito l’incarico per l’autopsia al medico legale Alberto Tortorella e al professore Francesco Introna. L’esame servirà a confermare se le ossa ritrovate appartengano a Giorgino. Non solo, le verifiche dovranno eventualmente fornire risposte sulle modalità della morte.