Sigilli a una piscina abusiva in uno stabilimento balneare di Torre San Giovanni. Deferito il titolare

La piscina era, altresì, alimentata con acqua prelevata direttamente dal mare per mezzo di un sistema di pompe elettriche anche queste non autorizzate. Il sequestro a opera della Guardia Costiera.

Si sono concluse nel corso della mattinata della giornata di oggi, le indagini che hanno avuto come destinatario uno stabilimento balneare in località Torre San Giovanni, marina di Ugento.
  
I Militari dell’Ufficio Locale Marittimo a seguito delle verifiche svolte, hanno riscontrato una serie di difformità rispetto a quanto autorizzato dal titolo concessorio.
  
In particolare, gli uomini della Guardia Costiera, hanno accertato alcune innovazioni non autorizzate ed occupazione abusiva di uno specchio d’acqua prospiciente lo stabilimento balneare suddetto, consistenti nell’aver attrezzato una piscina abusiva su area demaniale, alimentata con acqua prelevata direttamente dal mare per mezzo di un sistema di pompe elettriche anche queste non autorizzate.
  
I militari, su regolare avviso dell’Autorità Giudiziaria, hanno quindi proceduto ad apporre i sigilli alla piscina di circa 50 metri quadrati  ed all’intera attrezzatura utilizzata per il prelievo dell’acqua ed hanno contestualmente proceduto a deferire il titolare dello stabilimento balneare per aver violato le disposizioni previste dal codice della navigazione in tema di uso del demanio marittimo.
 
Il 30 giugno scorso, invece, sempre la Guardia Costiera ha posto sotto sequestro un ingente numero di attrezzature balneari nella località rivierasca di Spiaggiabella, marina  del Comune di Lecce per occupazione abusiva di un’area demaniale marittima. 
 
A essere posti sotto sequestro, nello specifico, 46 ombrelloni, 72 sdraio e 121 lettini che il trasgressore, munito esclusivamente di licenza per il noleggio ambulante di attrezzature balneari, aveva posizionato sull’arenile, occupando di fatto senza alcun titolo concessorio circa 500 mq di area demaniale marittima che è stata sgomberata e restituita alla libera e pubblica fruizione.
 



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