Irregolarità sanitarie e ambientali nell’ex canile comunale? Tre assoluzioni al termine del processo

La struttura venne sequestrata nel 2013. Emerse una grave questione di sovraffollamento per la presenza di 160 animali, in uno spazio con la capienza di 40 posti.

Arrivano tre assoluzioni al termine del processo sulle presunte irregolarità in materia sanitaria ed ambientale, dell’ex “Canile sanitario comunale” di via San Nicola.

I giudici della seconda sezione collegiale (Presidente Pietro Baffa) hanno assolto, con la formula “perché il fatto non sussiste”: Fernando Buonocuore, 53 anni, di Lecce, dirigente del settore Ambiente, Igiene e Sanità del Comune di Lecce; Ivan Vernich, 61 anni, di Lecce, funzionario coordinatore del settore Randagismo, fino al 12 novembre del 2015; Cataldo Cannillo, 59 anni, di Lecce, succeduto a quest’ultimo.

Rispondevano dell’ipotesi di reato di rifiuto ed omissione di atti d’ufficio e abbandono di animali.

Il pm Alessandro Prontera, al termine della requisitoria ha invocato la condanna ad 1 anno e 2 mesi per Buonocuore e l’assoluzione per Vernich e Cannillo.

Il collegio difensivo

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Donato Mellone, Luigi e Roberto Rella, Viviana Labbruzzo, Stefano De Francesco. I legali hanno sostenuto che non vi fu alcuna responsabilità da parte degli imputati e che le condizioni di degrado erano imputabili soltanto ad una mancanza di fondi.

Invece, l’associazione Nuova L.A.R.A. si è costituita parte civile con il legale Vittorio Vernaleone.

L’ascolto del Sindaco Carlo Salvemini

Un nuovo canile per la città di Lecce. È quanto affermato in aula, in una scorsa udienza, dal sindaco Carlo Salvemini. Il “primo cittadino” è comparso dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale, in qualità di testimone della difesa, nel processo sul “Canile sanitario comunale” di via San Nicola.

Il Sindaco interpellato sull’attività dello stesso, durante la sua gestione, ha riferito dell’annoso problema del sovraffollamento e della precaria situazione sanitaria. Salvemini ha anche sottolineato di essersi attivato per risolvere il problema, chiedendo al Prefetto la riunione dei Sindaci dei Comuni limitrofi a Lecce, per trovare una soluzione condivisa. Successivamente, si è deciso di trasferire i cani in una struttura di Tricase. A ogni modo, Salvemini ha riferito che verrà costruito, ex novo, un altro canile in agro di Lecce.

Le indagini

Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Forestale e coordinate dal pubblico ministero Elsa Valeria Mignone. La struttura venne sequestrata il 28 febbraio del 2013, attraverso il decreto del gip Carlo Cazzella. Emerse una grave questione di sovraffollamento del canile per la presenza di 160 animali, in uno spazio con la capienza di 40 posti.

I presunti illeciti contestati agli indagati sarebbero avvenuti prima e dopo il sequestro. Buonocuore, Vernich e Cannillo, secondo la tesi accusatoria, non avrebbero fronteggiato adeguatamente le problematiche di natura sanitaria e ambientale all’interno della struttura.

Accuse, come detto, “cadute” al termine del processo.



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