60 famiglie del Complesso Agave di nuovo senz’acqua. Antonio Rotundo: ‘Il Sindaco intervenga per ripristinare il servizio’

Da stamattina 60 famiglie residenti in una palazzina del complesso Agave sono senza acqua. Rotundo ‘il taglio indiscriminato non risolve il problema, ma ha solo l’effetto punitivo verso le persone più deboli ed indifese’.

Il punto è sempre lo stesso: nel momento in cui il servizio idrico viene interrotto per morosità si colpisce indiscriminatamente tutti, senza differenze. Non solo chi non è riuscito a pagare, a farne le spese sono anche quelle persone in regola con i pagamenti. E così, come già accaduto in passato, 60 famiglie del ‘Complesso Agave’ si sono ritrovate senz’acqua. Da questa mattina, gli inquilini di un palazzo di Via Alberione che condividono un solo contatore si sono ritrovate “a secco”.
 
Come denunciato in una nota dal consigliere del Pd Antonio Rotundo, infatti, l’Acquedotto Pugliese ha chiuso i rubinetti facendo diventare attuale una vecchia questione, mai risolta:  «Non essendo in grado l'Aqp di colpire i singoli morosi ed i furbi –  si legge nella nota –  si taglia l'acqua a tutti con la conseguenza che colpendo nel mucchio a pagare siano anche le famiglie che pagano regolarmente».
 
L’argomento torna spesso sotto i riflettori, l’acqua costituisce bene di primaria importanza, sicché l’eventuale sospensione del relativo servizio, potrebbe comportare una violazione del diritto alla salute. Nonostante tanto sia stato detto, non è stata ancora trovata una soluzione diversa dal taglio indiscriminato che, a conti fatti, non risolve il problema ma ne crea a catena.  
 
«Tale misura – continua Rotundo – ha solo l'effetto punitivo verso le persone più deboli ed indifese, penso al disagio dei bambini e degli anziani. Per queste ragioni chiedo al Sindaco di intervenire affinché Aqp ripristini subito l'acqua e si proceda ad installare i contatori singoli o almeno  per scala così come richiesto dal  sindacato degli inquilini, per evitare che ciclicamente  si riproponga la stessa situazione».

Il sindacato degli inquilini, infatti, non solo ha ripetutamente sollevato il problema ma in più occasioni  ha scritto al Comune per sollecitare i provvedimenti di propria competenza al fine di poter pervenire  a prevedere almeno un contatore per scala. 



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