​ Cgil promette battaglia sui voucher e si appella ai politici salentini. Ma nessuno risponde

L’appello di Cgil contro i voucher cade nel vuoto. Ma c’e’ il diniego del deputato De Lorenzis del M5S: ‘ Sindacato coinvolto in lotte intestine del Partito Democratico. Bocciano le nostre proposte in Parlamento’.

Il sit-in di questa mattina non è che la punta di un iceberg di quanto Cgil promette di fare per contrastare il reintegro dei voicher. Lo si evince, a chiare lettere, dalle parole della segretaria Valentina Fragassi che spiega la gravità della manovra del governo Renzi-Gentiloni atta a ripristinare uno strumento che, a suo dire, avrebbe lacerato il mercato del lavoro, gettando nella disperazione intere categorie. 

"Quella di oggi – dichiara la Segretaria –  è una protesta utile a rimarcare un disappunto già noto nei riguardi di una manovra economica subdola ed inaccettabile da parte del governo; così come a Lecce, il sit-in ha avuto luogo in molte città d'Italia, mentre in tarda mattinata attendiamo la conferenza stampa di Susanna Camusso sul tema. 

Valentina Fragassi commenta con sconcerto: "Avremmo potuto votare i quesiti referendari proposti da Cgil, ma il governo ha messo in atto un vero e proprio raggiro. Eliminare i voucher dal mercato del lavoro significa tutelare gli interessi ed i diritti di milioni di cittadini, vessati dalla politica neoliberista cui assistiamo da anni". 

"Non ci fermeremo qui. Abbiamo richiesto un incontro in Prefettura, consegnando un documento con valenza nazionale; ci appelliamo all'art. 75 della nostra Costituzione, già difesa a furor di popolo, il 4 dicembre scorso". 

L'impegno di Cgil in questa battaglia si dispiega, inoltre, con la richiesta di sostegno a tutti i parlamentari salentini: " A fronte di 6 milioni di voucher venduti soltanto in Puglia, abbiamo ritenuto opportuno  indirizzare a tutti i parlamentari salentini un appello nel quale chiediamo il sostegno per la battaglia in difesa dei diritti dei lavoratori. Ad oggi, nessuna risposta è pervenuta, ma nelle prossime ore crediamo che le voci dei nostri rappresentanti si uniranno alle nostre". 

A stretto giro, iniziano a pervenire le prime reazioni dei parlamentari salentini. È il portavoce alla Camera del M5S, Diego De Lorenzis, che rompe il silenzio sul tema lanciando una dura accusa contro il maggiore sindacato italiano: "Non sottoscriverò il documento ricevuto da Cgil, ritenendo che l'organizzazione sindacale abbia svolto un ruolo determinante nel processo involutivo subìto dal mercato del lavoro, deciso dal governo Renzi-Gentiloni". 

Ad ogni buon conto, la disamina di De Lorenzis è chiara: "Le proposte del Movimento 5 Stelle sono state avanzate in Parlamento e bocciate dal Partito Democratico all'interno del quale Cgil partecipa e del quale è appendice. Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro è, attualmente, alla sua terza legislatura, è stato Ministro del Lavoro, ma è bene chiarire che vanta una lunga carriera nel sindacato ed è, a tutti gli effetti, un uomo di Cgil. A questo si aggiunga che il Partito Democratico ha voluto l'abolizione dell'art.18, esteso i voucher (in un primo momento destinati esclusivamente ad agricoltori stagionali e badanti, ndr) , difeso ben dodici decreti "salva-Ilva" e persevera nell' osteggiare una misura concreta di contrasto alla povertà, quale il Reddito di Cittadinanza. A fronte di una tale situazione posso ben dire – chiosa De Lorenzis – che Cgil è coinvolta in una guerra intestina al Partito Democratico ormai ben nota e che subisce, così come il Pd, una forte emorragia d'iscritti". 
 
Anche la senatrice Lezzi del M5S è dello stesso avviso: "Non si illuda la Cgil, i politici salentini non risdponderanno all'appello, esattamente come accadde nel 2014, quando  Renzi cancellò, con due righe, la decontribuzione per i nuovi assunti nel Sud Italia".
 
"Il cuneo fiscale ha subito un considerevole aumento di ben 1 miliardo, con il complice silenzio di politica e sindacati. Noi – promette la Senatrice – proseguiremo la nostra battaglia in parlamento contro il precariato; sicchè siamo noi a chiedere a Cgil di seguire i lavori parlamentari e giungere alle più opportune valutazioni. A noi sono note le conseguenze provocate dal governo del Pd Renziano – incalza Barbara Lezzi – ogni volta che Renzi ha promesso un cambiamento, il vecchio è sempre rientrato dalla finestra, così come ogni volta che ha promesso tagli alle tasse, di fatto, le ha aumentate". 

Si attendono, ora, ulteriori dichiarazioni da parte degli altri rappresentanti del territorio salentino e, indiscutibilmente, c'è attesa per il riscontro del viceministro Bellanova, fedelissima di Renzi, fiera rivendicatrice del suo passato da bracciante e delle sue plurime battaglie al fianco dei lavoratori, per tutelarne la dignità. 

 



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