Ecotassa, è battaglia tra la Regione e i Comuni della provincia di Lecce

Sarà quindi il Consiglio di Stato a dire la parola fine sulla querelle giudiziaria che si trascina da quattro anni e che ha un peso economico notevole.

Come forse era prevedibile, la Regione Puglia ha impugnato al Consiglio di Stato la sentenza del TAR di Lecce del febbraio scorso, quella relativa all’ annullamento dei provvedimenti regionali che avevano negato ai Comuni della provincia di Lecce la riduzione dell’ecotassa. E lo ha fatto nell’ultimo giorno utile.

Si ricorda che nel 2014, 76 comuni salentini, con in testa il Comune di Lecce, attraverso l’avv. Luigi Quinto, si erano opposti alla decisione della Regione Puglia di fissare l’ecotassa ad euro 25,82 per ogni tonnellata di rifiuto conferito in discarica, corrispondente al massimo previsto dalla legge.

Nel ricorso gli atti regionali subivano censura per violazione della legge statale risalente al 1995, che ha istituito l’ecotassa. “I Comuni rivendicavano la riduzione dell’80% del tributo prevista per l’ipotesi in cui è conferito in discarica solo lo scarto di uno dei trattamenti previsti dalla legge. Richiesta cui la Regione si era opposta, invocando la L.R. n. 38/2011, che prevede la premialità solo per il raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata, di fatto disapplicando la legge statale che invece valorizza il trattamento dei rifiuti prima dello smaltimento”.

Nel giudizio al TAR l’avv. Luigi Quinto, aveva dimostrato che “il sistema impiantistico della provincia di Lecce, in funzione dal 2009, determina lo smaltimento in discarica di una percentuale contenuta nella misura del 30%, la più bassa della Puglia e tra le più basse del Paese, evidenziando come non si potesse dare rilievo esclusivamente al momento iniziale della raccolta, ma occorresse valorizzare anche la successiva fase di trattamento, poiché quello che conta è il quantitativo finale che viene conferito in discarica”.

Così, i Giudici del TAR di Lecce con un’ordinanza del 2015 avevano rimesso alla Corte Costituzionale la valutazione sulla compatibilità con la disciplina statale della Legge Regionale pugliese n. 38/2011. E la Corte Costituzionale, ad aprile dello scorso anno, aveva dato ragione ai Comuni, dichiarando incostituzionale la Legge pugliese.

Nonostante il pronunciamento della Corte Costituzionale la Regione Puglia ha continuato per la sua strada, continuando “a richiedere l’ecotassa maggiorata, non solo per il 2014, ma anche per le annualità successive, obbligando i Comuni a proporre altrettante impugnazioni”.

Il TAR, con sentenza di febbraio scorso, ha annullato gli atti regionali, riconoscendo il diritto dei Comuni leccesi all’applicazione premiale del tributo, con un abbattimento dell’80%.

La Regione ha proposto appello al Consiglio di Stato, chiedendo la sospensione immediata della sentenza.

93 su 97 Comuni salentini hanno dato mandato all’avv. Luigi Quinto per resistere all’impugnativa della Regione. L’udienza è fissata davanti alla Quinta Sezione per il prossimo giovedì 25 ottobre 2018.



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