Edilizia scolastica, il Governo cancella Italiasicura/scuole. Blasi ‘se verrà giù un solaio durante le lezioni niente lacrime di coccodrillo’

Molti gli edifici scolastici che richiedono interventi. Il governo Conte cancella la task force messa in piedi da Renzi e fa altre scelte. La riflessione di Sergio Blasi.

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Nove miliardi investiti in meno di cinque anni, 12mila cantieri avviati, oltre 300 nuovi edifici scolastici edificati in tutta Italia, oltre 2mila 100 interventi monitorati sul campo in 15 regioni.

Questi sono i numeri di Italiasicura/Scuole, la task force messa in piedi dal governo Renzi per la riqualificazione dell’edilizia scolastica italiana che l’attuale Governo intende smantellare.

L’idea era quella di costruire nuove scuole, mettere in sicurezza tantissimi vecchi plessi disseminati in tutte le province e non adeguati alle norme, controllare solai pericolanti e adeguare alle norme per la salvaguardia dell’ambiente rendendo gli edifici scolastici italiani un po’ più “green”.

Ora il nuovo governo ha fatto altre scelte e probabilmente ridistribuirà le medesime competenze tra quei soggetti che se ne occupavano prima della creazione dell’ osservatorio.

L’intervento di Sergio Blasi

Duro l’attacco del consigliere regionale Pd Sergio Blasi. “Non solo Lega e M5s sopprimono una task force che in pochi anni è riuscita a fare più di quanto non sia stato fatto nei vent’anni precedenti, ma di fatto non prevedono di investire un euro nell’edilizia scolastica. E questo perché i soldi servono per finanziare il costosissimo contratto di governo, fatto di tutto e il contrario di tutto, basato su soldi che non ci sono e che nessuno sembra sapere come rimediare”.

“L’unica cosa che pare certa è che al “governo del cambiamento” piace scaricare il peso della propria propaganda sui più deboli e sui settori più delicati del paese – rincara Blasi – Sembra essere questo il prezzo da pagare alla propaganda populista. Ed è qualcosa che ci riguarda tutti da vicino, perché la scuola è un’istituzione che ricade direttamente sulla vita delle comunità e sul futuro dei nostri ragazzi. La realtà dice che l’edilizia scolastica in Italia è ferma nella maggior parte dei casi agli Anni ’60 e che ha bisogno di interventi mirati e continuativi, spesso solo per poter mantenere gli standard minimi di sicurezza”.

“Abolire la task force Italiasicura/Scuole e cancellare così 5 miliardi già programmati – conclude il consigliere Blasi – non significa solo abolire un’iniziativa dei governi precedenti, ma piuttosto risparmiare sulla pelle dei nostri figli e sul futuro delle nostre comunità. E questo è inaccettabile almeno quanto le lacrime di coccodrillo che piangeremmo nel caso in cui un solaio dovesse venir giù durante l’ora di lezione a causa dell’incuria. A quel punto sì che il prezzo del cambiamento sarebbe davvero troppo alto da sopportare. E nessuno potrà dire che non gli era stato detto”.

Noi, intanto, approfondiremo.



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