Elezioni regionali. Che sia Giorgino o Schittulli, purché Forza Italia faccia un nome

Il centrodestra non ha ancora scelto il nome del candidato da contrapporre all’ex sindaco di Bari, Michele Emiliano: da un lato c’è Nicola Giorgino, indicato da Silvio Berlusconi, dall’altro Francesco Schittulli

Che cosa sta succedendo nel centrodestra? La domanda resta ancora senza risposta. L’indecisione sul nome del candidato che dovrà “sfidare” Michele Emiliano nella corsa a Governatore di Puglia rischia di avere ripercussioni serie sull’esito delle consultazioni elettorali della prossima primavera. Nei giorni scorsi, i giochi sembravano fatti, o meglio quasi fatti. Nicola Giorgino, sindaco di Andria in scadenza di mandato e fratello del noto giornalista Rai sembrava essere il candidato ufficiale di Forza Italia, scelto direttamente dal leader Silvio Berlusconi, che ha rivendicato l’ultima parola. Le voci sempre più insistenti sono state confermate dallo stesso primo cittadino che, pur non avendo avuto "nessuna investitura" si è completamente messo a disposizione del partito «Berlusconi farà le sue valutazioni – aveva dichiarato Giorgino- io sono a disposizione del partito e ho dato la mia disponibilità, nell'ipotesi in cui ci dovesse essere una convergenza». «Anche votando a maggio – aveva concluso – a  questo punto bisogna procedere al più presto con la scelta del candidato presidente e organizzarsi per affrontare temi e contenuti per una campagna elettorale all'insegna del cambiamento».
 
Dal canto suo, Francesco Schittulli è in campo e ci resta sapendo di avere dalla sua l’appoggio del Nuovo Centro Destra e Fratelli d’Italia: l’oncologo aveva incontrato il Cav a Palazzo Grazioli il 9 gennaio scorso, ma quel faccia a faccia evidentemente non è bastato a capire il da farsi. Il suo punto di vista è chiaramente espresso in una nota diffusa alla stampa «Ho incontrato, su loro sollecitazione, le delegazioni regionali dei partiti della coalizione di centrodestra (Ncd, Fratelli d’Italia An, Nuovo Psi, MpS) alle quali ho confermato l’intendimento di andare avanti con la mia candidatura alla presidenza della Regione Puglia. Auspico che la coalizione, che già mi sostiene, si arricchisca al più presto della presenza di Forza Italia e di altre forze alternative alla sinistra nonché di movimenti civici e di ispirazione popolare e cristiana per condurre in porto, tutti insieme, una campagna elettorale che già si preannuncia vincente per la Puglia e per i pugliesi».
 
Intanto a conclusione di «Sveglia centrodestra!», la manifestazione promossa da «Fare futuro», è stato siglato il «Patto per le primarie» tra l'azzurro Raffaele Fitto, la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, e il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi. «È una questione di metodo – aveva dichiarato–Fitto – è l'unico meccanismo di democrazia interna che abbiamo. O degli errori si fa tesoro o si va a sbattere». Il coro che si è levato dal palco del cinema Adriano nella capitale è stato unanime: «Il centrodestra, così come lo abbiamo conosciuto fino a ora, è morto, bisogna ricominciare da capo e costruire, anche in tempi rapidi, un'alternativa forte e credibile al 'rottamatore'». Sia chiaro, non voglio morire renziana», ha dichiarato con il suo solito impeto passionale, Giorgia Meloni. Nel mirino, neppure in maniera tanto velata, il Patto del Nazareno: l’unica via d’uscita assicurano i quattro promotori della manifestazione, passa attraverso le primarie. 



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