Fitto è pronto: ciao Forza Italia

Il dado è tratto, dopo mesi di dura battaglia interna i fittiani stanno per abbandonare Berlusconi. La volontà è quella di celebrare il funerale di Forza Italia e dare vita probabilmente ad un nuovo soggetto politico

9 mesi di gestazione per prepararsi alla nascita di un soggetto politico in grado di superare Forza Italia, o meglio la controfigura di quel partito che consentì, in epoca recente, al Centrodestra di diventare forza di Governo.
Raffaele Fitto, da leader dei cosiddetti lealisti a capo dei dissidenti, pronto ormai a togliersi da sotto i piedi la strada di Forza Italia e uscire dall’ombra del cavaliere, che in passato avrà fatto pure la sua fortuna, come di mille altri, ma che adesso, secondo Fitto, sta indebolendo il partito, errore dopo errore.

Il leader del centrodestra in Puglia dopo aver gridato per mesi la necessità di cambiare percorso, invocando democrazia interna e Primarie, e dopo aver ricevuto in cambio solo accuse di “democristianeria” finalmente si è stancato e ha deciso di rompere gli indugi. “O come dico io, o te ne vai” gli avrebbe ripetuto Berlusconi, ma Fitto è un po’ duro d’orecchi, lo è sempre stato, avevamo già previsto, quindi, che non avrebbe ascoltato ed ecco che adesso andrà via.

Sì, non ci sono alternative per lui e i suoi trenta parlamentari (i più ottimisti dicono fino a quaranta), e lo faranno presto, magari a partire dalla convention convocata a Roma per il 21 febbraio; obiettivo ricostruire il Centrodestra.

Sul piano locale c’è il nodo Regionali col rischio di perdere e forse anche la volontà di farlo, per dimostrare a Berlusconi che in Italia il suo centrodestra è ormai appassito se non addirittura estinto, e che i vecchi metodi del cavaliere non li accetta più nessuno.

Sul nome del candidato presidente è fuoco aperto, e nulla lascia intendere che si possa trovare una convergenza su Francesco Schittulli, considerato dagli ambienti fittiani un personaggio poco allineato e troppo autonomo.
Ma il punto che danneggerebbe il professore barese riguarda il fatto che potrebbe piacere a Berlusconi. Perché su una questione non discute più ormai, ed è bene che tutti lo capiscano: Raffaele Fitto vuole rendere plateale e sonoro l’affondamento del modello berlusconiano di Forza Italia, nel tentativo legittimo e condivisibile di andare “oltre”, ma anche nel mal celato convincimento di dover lasciare di Berlusconi solo un ricordo. Un vecchio e brutto ricordo.



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