Il Governo si accorge finalmente della Xylella, ma il batterio killer ha già ‘raggiunto’ l’EFSA

Il ministro Maurizio Martina sarà a Bari la prossima settimana per un incontro operativo con Regione, Commissario straordinario di Protezione civile e il comitato scientifico che lavora sull’emergenza Xylella. Intanto anche l’EFSA vuole vederci chiaro

La notizia di ieri ha fatto rumore, ma era nell’aria. Il ministro dell’agricoltura del governo francese Stéphane Le Foll ha proibito l’importazione di ulivi pugliesi sul territorio transalpino e di tutti i vegetali a rischio Xylella fastidiosa. Ma il Belpaese non ci sta e la risposta del Governo italiano, nelle parole del Ministro Maurizio Martina è stata veemente, ma servirà a poco. Anzi non servirà a nulla. «Difenderemo in ogni sede i nostri interessi nazionali» aveva dichiarato il titolare al dicastero dell’agricoltura della squadra di Matteo Renzi che, anche per “tranquillizzare” i pugliesi sempre più allarmati, sarà a Bari il prossimo 8 aprile negli uffici dell’Assessorato sul lungomare Nazario Sauro per parlare concretamente delle iniziative che l’Italia intenderà intraprendere per non aggiungere alla beffa anche il danno causato dal batterio killer di cui fino a qualche anno fa nessuno conosceva neppure il nome.  

«Qualcuno nel Salento o nel resto della Puglia ha per caso avvistato il ministro dell’agricoltura? Sapete per caso se qualcuno lo abbia informato che dalle nostre parti è scoppiata una tragedia immane che rischia di spazzare via l’identità stessa della regione? Bene, se qualcuno ha confidenza col ministro Martina glielo dica per favore, magari riusciamo a capire quanto sul serio il Governo abbia compreso che cosa sta accadendo nel tacco d’Italia». Proprio nei giorni scorsi, lo scrittore Donato Carrisi si era chiesto sulle colonne del Corriere Della Sera cosa sarebbe successo se l'epidemia fosse scoppiata in Toscana. Una provocazione, certo. Ma non si può negare che fino a qualche tempo fa l’emergenza è stata sottovalutata. «Il Governo – continua – ha cominciato a interessarsene solo quando la Commissione europea ha preso in mano la situazione ordinando di fermare l’epidemia prima che salga al Nord e infetti altri paesi mediterranei abbattendo gli ulivi malati. Cioè più o meno l’altro giorno».

«La disattenzione – si legge nel bellissimo editoriale del quotidiano di Via Soferino a firma di Maddalena Tulantiha provocato l’anarchia e questa la solita spaccatura fra chi ha fiducia nella scienza e chi la odia con tutte le sue forze. Contro chi vuole abbattere le piante malate e chi vuole che la natura faccia il suo corso immaginando che ce la faccia a prescindere dall’opera dell’uomo. Noi abbiamo tanta stima dell’opera della natura e siamo a fianco con determinazione di chi dedica la propria vita a difenderla; ma abbiamo imparato che la natura ha bisogno di molto più tempo dell’uomo per trasformare le cose, la sua opera si esprime il più delle volte in milioni di anni, lo abbiamo tutto questo tempo? Meglio quindi puntare sulla scienza e sperare che faccia il più presto possibile. Nel frattempo resta solo di impedire il contagio. Come quando si taglia una gamba in cancrena, si resta zoppi, ma si continua a vivere. Ma chi deve dirle queste cose? I giornali lo fanno. Il commissario Silletti lo fa. Ma serve la voce autorevole del governo. Ministro Martina, venga in Puglia».

Così sarà. Certo non si respirerà, con ogni probabilità, un clima facile in quella riunione dal momento che gli operatori olivicoli che da anni si trovano faccia a faccia con questa situazione difficile, sono insoddisfatti dalle risposte che prima il Governo regionale poi quello naizonale hanno provato a dare. Qualcosa, però, si muove anche a livello europeo, dal momento che l’EFSA – l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha chiesto di poter dare un parere sulla vicenda. Un parere che finalmente dovrebbe far emergere la bontà del prodotto quand’anche l’albero sia attaccato dal batterio. E per farlo ha bisogno di ascoltare i pareri degli esperti. Ebbene, a relazionare davanti ai tecnici europei ci sarà un rappresentantante della comunità scientifica pugliese.



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