Lupiae Servizi, i lavoratori occupano la sala Consiliare in segno di protesta

I lavoratori Lupiae Servizi hanno occupato la Sala Consiliare di Palazzo Carafa in segno di protesta.

È stata una giornata difficile per i lavoratori della Lupiae Servizi, la partecipata del Comune di Lecce su cui pende la spada di Damocle della crisi finanzia, difficile da risolvere senza “sacrifici”. Prima le offese sulla bacheca del primo cittadino Carlo Salvemini, dove qualcuno ha ben pensato di “consigliare” al sindaco di far fallire la società perché i dipendenti sarebbero soltanto delle “sanguisughe senza alcuna educazione e rispetto per i cittadini”.

Poi la decisione di occupare la sala consigliare di Palazzo Carafa, dopo che la BNL ha tirato il freno rallentando il pagamento degli stipendi, come promesso dal Sindaco che aveva garantito le retribuzioni fino a dicembre. In segno di protesta, infatti, alcuni dipendenti hanno deciso di manifestare la loro rabbia e dissenso, “scortati” dagli uomini delle Forze dell’Ordine. Un anticipo dello sciopero previsto lunedì, 26 novembre quando i dipendenti incroceranno le braccia e scenderanno, di nuovo, in strada, per un sit-in.

Scongiurare il fallimento non è facile, viste le casse in rosso della partecipata come non piacciono ai lavoratori le soluzioni proposte per evitarlo. Il piano di salvataggio pensato prevede tagli in busta paga a tutti i lavoratori e la trasformazione del contratto in multiservizi, contestualmente alla procedura di concordato preventivo.

Gli insulti

La polemica era scoppiata già questa mattina quando sulla bacheca del Sindaco Salvemini erano apparti alcuni commenti offensivi verso i dipendenti della Lupiae Servizi. Commenti che non sono passati inosservati tanto che Prima Lecce ha deciso di tendere la mano ai dipendenti della partecipata per esprimere loro solidarietà.

«Leggiamo con incredulità e stupore sulla bacheca fb del sindaco Salvemini gli insulti e le denigrazioni del tutto ingiustificate rivolte ai dipendenti della società partecipata Lupiae SpA, da parte di soggetti vari che ritengono di anteporre alla politica del confronto, la politica dell’offesa arbitraria ed immotivata. Nello stigmatizzare l’evento assai grave e deplorevole, respingiamo fermamente tali attacchi ai dipendenti della partecipata e chiediamo formalmente al sindaco di assumere tempestivamente, in tutte le sedi competenti, ogni atto volto alla tutela della dignità professionale degli stessi. Esprimiamo ovviamente piena vicinanza e totale solidarietà ai lavoratori e alle rispettive famiglie, che non meritano di assistere passivamente a questo circo denigratorio».

Anche la stessa Lupiae non è rimasta a guardare: «Il limite della decenza non dovrebbe mai essere superato. Piena solidarietà da parte del management ai lavoratori dopo queste ignobili parole. Sono accettabili il confronto politico e le critiche costruttive, ma la dignità umana non deve mai essere calpestata. Questo non lo consentiamo» si legge sulla pagina Facebook ufficiale della partecipata.


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