Le ‘intenzioni di voto’ parlano chiaro: Renzi trema, ma non in Puglia

In Puglia, la vittoria di Michele Emiliano, candidato del centrosinistra, sembra quasi scontata. Nemmeno l’astensionismo sembra scalfire la corsa dell’ex sindaco di Bari. A non votare, potrebbero essere proprio gli elettori di centrodestra divisi tra Berlusconi e Fitto.

Le intenzioni di voto devono essere considerate per quel che sono: ‘intenzioni’, appunto. E poiché nella vita e ancor più nella politica può capitare che una persona alla fine non faccia mai quello che si era proposto di fare, ecco che i sondaggi, quelle rilevazioni del consenso che puntualmente circolano in  vista della “chiamata alle urne” spesso e volentieri lasciano il tempo che trovano. Ciò non toglie che non siano attendibili o indispensabili per questo o quel candidato alle prese con la campagna elettorale, lungi dal dire questo.  
 
Anche in vista delle Regionali del prossimo 31 maggio sono iniziati a circolare già da tempo numeri e percentuali che possono fornire spunti interessanti dal punto di vista politico sia ai diretti interessati che agli organi di informazione. Naturalmente, la lettura dovrà prendere in considerazione diversi fattori come l'incognita astensionismo, molto alta quest’anno (tanto che si ipotizza che possa raggiungere livelli da record) considerando sia la disaffezione di molti elettori sempre meno interessati alla cosa pubblica, sia perché la data scelta,  in coincidenza con il ponte del 2 giugno, può in effetti spingere molte persone a preferire la tintarella o addirittura un viaggio, al voto.
 
C’è, inoltre, un'altra domanda che aleggia con prepotenza ad ogni appuntamento elettorale: i risultati di Campania, Veneto, Toscana, Liguria, Puglia, Marche e Umbria, rappresenteranno o no un banco di prova per il Governo e le opposizioni?  Certo bisogna sempre tener conto dei casi singoli. Come in Puglia dove la corsa a sette con il centrodestra diviso non può certo essere considerato uno specchio della situazione nazionale, anzi. È probabile che accada l’esatto contrario: che dall’esito delle consultazioni possano dipendere dinamiche future all’interno dei principali partiti.
 
Fatto sta che, proprio nelle intenzioni di voto aggiornate ad oggi 5 maggio, la Puglia (insieme a Toscana, Marche e Umbria) viene considerata una del centrosinistra, contribuendo così a tracciare un quadro agrodolce per Matteo Renzi che punta sul sette a zero. E invece no, perché in Campania, Liguria e Veneto dove la partita è ancora tutta da giocare, il centrodestra promette battaglia.
 
Gli ultimi sondaggi assegnano la vittoria a Michele Emiliano: l’ex sindaco di Bari viaggia, infatti, al 42%. Al secondo posto, Francesco Schittulli, appoggiato da Fratelli d’Italia, UDC e NCD, si ferma intorno al 22%. Antonella Laricchia del Movimento 5 Stelle è terza nel sondaggio con il 17,5% mentre Adriana Poli Bortone, altra candidata di centrodestra sostenuta da Forza Italia e Noi con Salvini, è al 16%.  Infine, si registra il 2% per Riccardo Rossi, candidato per L’Altra Puglia.
 
Nemmeno l’astensionismo sembra scalfire la corsa dell’ex sindaco di Bari. A recarsi alle urne, infatti, potrebbero essere soprattutto gli elettori di centrodestra divisi tra Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto a meno che la “resa dei conti” non sortisca l’effetto contrario. Come una sorta di chiamata alle armi.
 
Insomma, scaduti i termini per la presentazione delle liste, ora tocca alla campagna elettorale vera e propria. Per tutto il resto, commenti inclusi, l’appuntamento è fissato a giugno perché è sul day-after che si interrogano in tanti: che cosa accadrà a spoglio finito?



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