Lo stop a Schittulli frena il centrodestra. Troppi veti incrociati

Nel corso del vertice del centrodestra di ieri a Bari, Raffaele Fitto non ha dato il via libera per la candidatura alla Presidenza della Regione all’oncologo barese. Ora si aspettano le decisioni romane

Mentre Michele Emiliano prosegue la sua corsa per le Regionali della primavera prossima da candidato Presidente del centrosinistra, con la sola missione di ricucire gli stappi creatisi nell’agone delle primarie, il centrodestra continua a brancolare nel buio.

Il vertice convocato ieri a Bari da Raffaele Fitto con il gotha regionale di Forza Italia non ha stabilito alcunché e  chi pensava che Francesco Schittulli, già in tour politico-elettorale da almeno un anno, potesse vedere steso davanti a sé il tappeto rosso della nomination, ha fatto i conti sbagliati con l’Europarlamentare magliese.

Figurarsi se Raffaele Fitto avrebbe mai e poi mai accettato di dare il via libera all’oncologo barese il giorno successivo all’endorsement del Nuovo Centro Destra, facendo mediaticamente passare l’idea di essersi messo sotto scacco all’out out degli alfaniani. I quali, a loro volta, buttandosi di tutto peso sulla nomina dell’ex Presidente della Provincia di Bari, hanno cercato di evitare quello che da sempre temono e cioè che l’ex Ministro, all’ultimo secondo della partita, in prossimità del fischio finale, con un colpo di teatro più o meno atteso, imponga il suo candidato a rischio di qualsiasi mal di pancia.

Fitto non ne ha voluto sapere di dare il tanto atteso via libera: del resto chi fa l’incendiario a Roma battendosi come un leone per le primarie, non può fare il pompiere a casa propria, annacquando la portata della battaglia nella Capitale.

Ma ci sono i tempi per queste benedette o maledette primarie del centrodestra? I margini si restringono e se la soluzione non si trova ai tavoli regionali, allargati all’intera coalizione, toccherà a Berlusconi avallare la scelta del candidato Presidente. Cosa che, da un lato, scaricherebbe di eccessive responsabilità Raffaele Fitto.

Con un Emiliano così forte in corsa, spinto anche dalla buona performance del Governo Renzi, a chi resterebbe in mano il cerino acceso della sconfitta in Puglia?

La battaglia sull’asse Maglie-Arcore è ancora lunga e durerà certamente più tempo di quello che effettivamente occorre per i destini regionali del centrodestra.
Stiamo parlando della successione a Re Silvio e Fitto non correrà certo il rischio di mostrare le sue carte per una regione in cui il centrosinistra, malgrado la perdita di appeal di Nichi Vendola, si dimostra più in sintonia con i pugliesi.



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