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Michele Emiliano «Farè² l’assessore a San Severo», Forza Italia insorge

by Redazione
24 Agosto 2017 11:36
in Politica
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La scena doveva essere tutta per il neo Sindaco di Bari, Antonio Decaro che si insediava dopo aver stravinto le elezioni amministrative contro il candidato di centrodestra Domenico Di Paola. Ed invece, la cerimonia di passaggio delle consegne, anzi della fascia tricolore, si è trasformata in un evento a parte poiché Michele Emiliano, primo cittadino uscente, ha annunciato a sorpresa che andrà a fare l'assessore alla legalità e alla polizia municipale a San Severo su proposta del Sindaco del comune foggiano.
 
Le polemiche si sono immediatamente innescate da parte del centrodestra pugliese dal momento che Emiliano, al termine del suo mandato, quand’anche già in campagna elettorale per le prossime regionali 2015, sarebbe dovuto ritornare in servizio nella magistratura, essendo assegnato, ovviamente, ad una sede diversa da quella di Bari in cui esercitava la propria professione prima che fosse preso dalla passione politica. Né è valso che l’ex Sindaco di Bari, segretario regionale del Pd, per prevenire eventuali critiche dichiarasse che la sua nuova attività amministrativa a San Severo sarebbe stata a titolo gratuito «lo farò gratuitamente e ci andrò in treno così capirò anche la vita e le difficoltà dei pendolari. Sono a disposizione di qualunque altro sindaco pugliese ne abbia bisogno»
 
Le polemiche sono scoppiate ugualmente, poiché soprattutto per Forza Italia la questione non è legata al percepimento o meno di una indennità ma al principio che l’attività politica deve essere –come sempre detto anche da Emiliano –non una professione, bensì un servizio al termine del quale si ritorna a svolgere il mestiere di prima. Il Segretario regionale del Partito Democratico, invece, secondo FI ha accettato quell’incarico a San Severo proprio per continuare a godere dell’aspettativa da magistrato e continuare a svolgere liberamente la propria campagna elettorale per le prossime elezioni regionali che sarà preceduta nel centrosinistra dalle primarie con un avversario di tutto rispetto come il Senatore Dario Stefano. Un impegno del genere, infatti, non può essere svolto da un magistrato in servizio ma presuppone una presenza sul campo politico più che massiccia. La scelta di Emiliano di fare l’assessore a San Severo forse mantiene intatti gli equilibri nel Pd  ma è indiscutibile il fatto che crei problemi di immagine al partito. Chissà Renzi che cosa ne penserà.

Sulla questione interviene il Consigliere Regionale, Luigi Mazzei secondo cui nella scelta di Michele Emiliano di andare a fare l’assessore alla Polizia Municipale nel Comune di San Severo è “condensato” il nuovo corso del Partito Democratico di Matteo Renzi «immaginiamo – presuppone  Mazzei – che il segretario regionale di quel partito che continua ad assumere atteggiamenti moralistici in ogni occasione, abbia avuto il via libera per rimanere seduto su una nuova poltrona messa a disposizione dalla politica». Quindi prosegue il consigliere regionale di Forza Italia «è chiaro: per la più alta espressione regionale del Pd, la politica deve essere una professione a tutti gli effetti, senza alcuna idea di servizio come invece il Premier va in giro a predicare ai quattro venti».
 
Insomma, secondo l’esponete di Forza Italia «l’idea di base è che le istituzioni siano un tram su cui salire a proprio piacimento. Ad Emiliano serviva una poltrona per evitare di ritornare al proprio lavoro; qualsiasi Assessorato, con qualsiasi delega, dal randagismo agli spettacoli andava bene, in qualsiasi comune, ovviamente meglio se non troppo lontano da Bari, così da poter continuare a preparare la sua campagna elettorale per la madre di tutte le battaglie, le prossime Regionali dalle quali correva il rischio di essere messo in secondo piano come accaduto già per le Europee e per la squadra di Governo nazionale».
 
«Il Pd che su tutto si era impuntato contro di lui, questa volta lo lascia fare.  Tanto che importa? L’aspettativa – conclude Mazzei – da magistrato rimane, la politica assegna una nuova poltrona e gli uffici giudiziari annaspano nel caos».

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