Perrone, “Davanti alla Corte dei Conti Salvemini ha giocato in difesa. Pensa di essere ancora all’opposizione”

Si è svolta presso la Corte dei conti l’audizione del primo cittadino riguardo ad alcuni accertamenti relativi al bilancio 2015. Per l’ex Sindaco Perrone non avrebbe portato a conoscenza alcuni elementi che attestano la solidità finanziaria dell’Ente.  

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“L’ascolto del primo cittadino da parte dei magistrati della Corte dei Conti è una procedura assolutamente consueta e non straordinaria, Salvemini ha fatto intendere che si tratta di un atto dai crismi eccezionali, ma non è così”.

Con queste parole l’ex Sindaco del capoluogo, Paolo Perrone commenta l’audizione che l’attuale numero uno di “Palazzo Carafa”, Carlo Salvemini, ha svolto nei giorni scorsi presso la Corte dei Conti a Bari relativa ad alcuni accertamenti riguardati il bilancio del 2015.

Per il Consigliere di centrodestra al Comune, infatti, Salvemini sarebbe stato piuttosto morbido nella sua esposizione relativa ai conti dell’Ente e non avrebbe portato a conoscenza una serie di elementi determinanti riguardo al trend economico in crescita dal 2015 al 2017.

“È sceso in campo come un calciatore che ha deciso di giocare in difesa – prosegue – e ancora una volta si è comportato come se stesse all’opposizione”.

Ma quali sono gli elementi che attesterebbero la salute dei conti? Nel 2015 si è terminato di pagare i debiti riguardanti la Tangenziale Est, per un importo complessivo di 22,8milioni di euro (8,4 nel 2013; 14,4 nel 2015), senza alcun carico sul bilancio comunale. Il debito a lungo del Comune diminuisce di poco meno di 4milioni l’anno. Lo stock di debito al lungo al primo gennaio 2013 ammontava a 134,45milioni, mentre, al 12 dicembre 2017 è sceso a 118,78. I contenziosi sul DL 95/12 (la cosiddetta spending review) e il DL 201/11 (Ici-Imu) hanno prodotto un incasso di 4,69milioni arretrati una tantum e 1,41milioni strutturali su fondo solidarietà a partire dal 2015: nel 2017 sono entrati nelle casse 11,3milioni una tantum e 1,24milioni strutturali dal 2017; il totale dell’aumento del fondo di solidarietà (i trasferimenti da parte dello Stato) è pari a 2,65milioni l’anno per sempre.

“La Corte determina non solo sui conti del 2015, ma anche sull’andamento che l’Amministrazione ha avuto dal 2015 ad oggi. Se il Sindaco fosse andato là dimostrando ciò che lui ha in animo di fare o ciò che ha fatto, visto che governa questa città da un anno, avrebbe confortato i magistrati a non prendere determinazioni di questo tipo. Ammettiamo che nel 2015 il bilancio fosse in disequilibrio, ma se l’Amministrazione nel corso di questi anni è riuscita a dimostrare di averlo stabilizzato non avrebbe senso attivare procedure.

Dico che Salvemini è andato lì e non ha difeso le ragioni del Comune e dei cittadini come avrebbe dovuto fare. Si è fatto ascoltare rispondendo pedissequamente come mero esercizio formale alle domande, senza rappresentare una serie di questioni verificatesi dal 2015 in poi che hanno sicuramente migliorato i conti. Dal 2015 in poi è diminuito di 15milioni di euro il debito al lungo del Comune; dal 2015 ad oggi abbiamo incassato 14milioni di euro per i contenziosi Ici-Imu e spendig review e grazie a quei contenziosi che il mio governo cittadino ha fatto e che abbiamo vinto contro l’Esecutivo nazionale, Lecce dal 2017 riceverà per sempre, ogni anno 2,56milioni di trasferimenti in più. Sono tutte questioni che secondo me avrebbe dovuto riferire, come il fatto che dopo il 2015 si è pagato il lodo con la Leadri senza spendere una lira in quanto il denaro si è preso da un accordo con la Regione. Sono tutti elementi che avrebbero confortato la Corte che il quadro finanziario non fosse fosco come Salvemini ha ritenuto di dover rappresentare.

La voglia di rimanere all’opposizione – conclude – di dimostrare che le ragioni che portava avanti quando si trovava tra le file della minoranza hanno prevalso sul suo dovere morale di difendere l’interesse dei leccesi, perché se dovesse essere attivata una procedura di dissesto o di pre-dissesto, mi preme ricordare che le tasse sarebbero elevate al massimo per legge, già al di sopra di quelle che il primo cittadino, a sua discrezione, ha ritenuto di dover alzare”.


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