Riequilibrio finanziario a palazzo dei Celestini, ecco servito il piano dei tagli

Il Consiglio provinciale ieri si è riunito per fare il punto sulla situazione economica dell’Ente e predisporre tutte le attività utili ai fini del riequilibrio finanziario. Tagli alle spese e società partecipate tra le priorità da disciplinare per palazzo dei Celestini.

Un provvedimento, approvato all’unanimità, per fornire gli indirizzi ai dirigenti affinché la Provincia di Lecce attivi da subito tutte le forme di razionalizzazione e contenimento delle spese. E, oltre a questo, la massimizzazione delle entrate al fine di cercare ed assorbire gli effetti delle manovre governative. Ecco servito, dunque, il Piano di riequilibrio finanziario della Provincia di Lecce ex art. 193 Dpr 267/2000.

Questo Piano di riequilibrio, concertato con le Organizzazioni Sindacali – ha dichiarato il presidente Antonio Gabellone – che ne hanno condiviso la filosofia nel merito delle diverse attività, intende predisporre piani aziendali utili a garantire servizi e livelli occupazionali. Si tratta solo del primo passo di un ragionamento che ancora non è chiuso, ma che sarà affrontato”, ha dichiarato il presidente Antonio Gabellone.

Il Consiglio ha dunque deliberato, prevedendo uno sbilanciamento di 25 milioni di euro: in buona sostanza, serve adottare, ai fini del riequilibrio, gli indirizzi che apportano risorse per 6 milioni di euro rivenienti da maggiori risorse e minori spese rispetti ai dati del Rendiconto 2014. Non solo. Bisogna considerare, ai fini del riequilibrio, le risorse provenienti dai provvedimenti di cui alla Circolare n. 1/2015 del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione e dal Comunicato del 27/3/15 della Cassa Depositi e Prestiti, pari complessivamente a 19 milioni di euro così suddivisi: risparmi del costo del personale 7 milioni di euro; risparmi su indebitamento (mutui Cassa DD.PP. e Bop) 8 milioni di euro; 40% alienazioni a Invimit per spesa corrente 4 milioni di euro.

Contestualmente il Consiglio ha fornito le azioni da realizzare per la razionalizzazione delle società partecipate. Prima tra tutte, l’obbligo di utilizzazione degli uffici per servizi rendibili dagli stessi quali consulenze legali, servizi amministrativi, ufficio gare. Priorità anche ai servizi rendibili da parte di altre società partecipate  della Provincia (pulizia, manutenzione, trasporti). Occorre inoltre una verifica all’apporto direzionale da parte dei dirigenti della Provincia all’interno delle partecipate.

E poi, i tagli: riduzione del 20% dei compensi ad organi amministrativi e di controllo; riduzione del 15% dei compensi per consulenze e collaborazioni; riduzione del 30% del costo complessivo per collaborazioni, consulenze e servizi professionali. Avverrà ovviamente una predisposizione da parte delle partecipate, nonché una comunicazione per l’approvazione di politiche di contenimento dei costi. Avviare un percorso finalizzato alla razionalizzazione degli organismi partecipati attraverso la riduzione degli stessi, con eventuale fusione in società multiutility.



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