Sindacati contro il Governo Renzi, 12 buoni motivi per protestare

Sono in tutto dodici i motivi per cui i sindacati di Cgil e Uil scenderanno in piazza venerdì 12 per protestare contro le riforme volute da Renzi. Manifestazione che si terrà in tutti i capoluoghi di Provincia italiani.

“Jobs Act, Legge di Stabilità, Politiche economiche, Pubblica Amministrazione. Così non va! Abbiamo proposte concrete per cambiare l’Italia”. È questo lo slogan con cui Cgil e Uil annunciano e presentano lo sciopero generale nazionale che si terrà venerdì 12 dicembre e chiamerà a raccolta lavoratori, pensionati e in generale tutte le realtà sociali che vogliono protestare contro le decisioni e le riforme proposte dal governo Renzi a proposito dei quattro argomenti sopracitati. Protesta che si terrà in tutti i capoluoghi di Provincia italiani e, quindi, anche a Lecce, dove sindacati e seguaci si ritroveranno alle 9.30 in Piazza Umberto I.

Manifestazione che sarà seguita da un comizio presenziato da Gianni Forte, segretario generale Cgil Puglia e aperta dai segretari generali provinciali Salvatore Giannetto (Uil) e Salvatore Arnesano (Cgil). Proprio questi ultimi hanno tenuto questa mattina una conferenza stampa pubblica che si è tenuta in Piazza Sant’Oronzo e a cui hanno partecipato segretari e delegati di tutte le Categorie del mondo del lavoro e dei pensionati e tutte le realtà sociali che, a vario titolo, intendono aderire allo Sciopero generale di venerdì prossimo. All’incontro di questa mattina si sono raccolte le testimonianze di lavoratori, giovani e pensionati che hanno parlato del disagio sociale e culturale, della condizione del mondo del lavoro nel territorio della provincia di Lecce e dei motivi che li spingeranno a partecipare allo sciopero.

Sono 12 i motivi principali per cui è stato indetta la protesta del prossimo venerdì, 12 no ad alcune decisioni prese dal Governo Renzi. Cgil e Uil li hanno voluti sintetizzare così: No alla diminuzione della cassa integrazione; No ad insufficienti risorse per il sostegno al reddito; No all’uso e all’abuso distorto di voucher e collaborazioni a progetto; No alla vigente normativa su partite Iva ed associazioni in partecipazione; No a questo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti se si trasforma nell’ennesima forma di contratto a termine; No al taglio dell’Irap generalizzato; No al finanziamento della decontribuzione con risorse del mezzogiorno; No al contratto a tempo determinato senza motivazioni certe; No ai pesanti tagli dei bilanci di regioni, province e comuni con conseguente rischio di aumento della pressione fiscale locale; No alla riduzione delle tutele; No ad una semplice multa in caso di licenziamento senza giustificato motivo e alla revisione per legge della disciplina delle mansioni; No al salario al di sotto dei minimi contrattuali.

“Domani manderemo una lettera a tutti i sindaci della Provincia di Lecce e al Presidente della Provincia Antonio Gabellone per chiedere di partecipare allo sciopero di venerdì”. Il segretario generale di Cgil, Salvatore Arnesano inizia in questo modo il suo intervento in conferenza in cui ha illustrato i dettaglio della manifestazione che si terrà venerdì 12. Questo sarebbe un modo per dare un segnale forte da parte delle istituzioni locali secondo Arnesano che poi continua: “Non siamo d’accordo sulle decisioni del Governo Renzi e proponiamo riforme alternative, condivise con i lavoratori. Venerdì sarà anche l’occasione per noi di non dimenticarci delle varie vertenze che coinvolgono tantissimi lavoratori della nostra Provincia: la riconversione dell’ex Manifatture Tabacchi; le difficili situazioni degli ex Bat, di Tandoi, di Ico Tito Schipa e di Omfesa (solo per citarne alcuni). Scenderemo in piazza per proporre una politica completamente diversa da quella proposta da Renzi”.

A margine della conferenza stampa di oggi ci sono stati, inoltre, gli interventi di altri lavoratori che stanno aderendo all’iniziativa. Per quel che riguarda la Pubblica Amministrazione ha parlato Walter Marangio, professore di una scuola pubblica che ha ribadito come i dipendenti delle scuole siano contro il piano della “Buona scuola” voluto da Renzi e sciopereranno contro la legge di stabilità che prevede il blocco dio tre anni dei contratti e il congelamento degli scatti di anzianità. Sulle tante vertenze che investono la Provincia leccese ha parlato Umberto Borlotti, ex Bat; Vito D’Addabbo è poi intervenuto per ribadire l’assurdità della situazione che investe i lavoratori dell’Orchestra Ico Tito Schipa che rischia di scomparire come la cultura nel Salento. Per i pensionati ha parlato Giuseppe Saracino che ha fatto presente come le pensioni siano ferme da 20 anni e abbiano perso il loro potere d’acquisto: sono tantissimi i pensionati che vivono con meno di 1.000 euro al mese e non riescono a far quadrare i conti. Gioacchino Marsano, infine, direttore del Patronato Inca, ha ribadito l’assurdità dei tagli ad un ente così importante che presta servizi gratuiti fondamentali a gente che, senza di loro, dovrebbe rivolgersi a professionisti e pagare parcelle salate, anche solo per una semplice informazione.



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