Tap, in Commissione va in scena lo scaricabarile. Sull’approdo alternativo, Regione e Governo si lanciano la palla

Doveva essere un incontro chiarificatore quello che era stato presentato come l’audizione dei sindaci costieri, per proporre un sito alternativo all’approdo del gasdotto, un sito diverso da San Foca. E invece è andato in onda il solito balletto istituzionale. Vendola assente.

Un film già visto. La Puglia ha scelto di non scegliere e la V Commissione Consiliare convocata per l’audizione dei sindaci costieri interessati alla Tap, si è conclusa con un nulla di fatto. La Regione ritiene che a scegliere il sito alternativo a San Foca per l’approdo del gasdotto debbano essere il Governo e la multinazionale. La multinazionale aspetta che ad indicare posti diversi da San Foca siano la regione ed i Comuni. Il Governo ha fatto sapere che spetta, invece, alla Regione indicare un sito alternativo, poiché per il Ministero – premesso che il gasdotto si deve fare e deve approdare in Puglia, ovviamente –  la location c’è, la location è già stata individuata. E questa location si chiama San Foca, una delle belle marine di cui può pregiarsi il Comune di Melendugno. Infatti il Ministero dello Sviluppo, in una nota inviata il 19 settembre scorso ai primi cittadini di Vernole e Melendugno, e per conoscenza al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al presidente dell’Anci regionale, alla Provincia di Lecce ed al Prefetto di Lecce, così si era espresso: «Con il Decreto Via  il Governo ha recepito il parere di compatibilità ambientale della commissione nazionale Via riguardante il progetto Tap e l’approdo nel territorio del Comune di Melendugno. Con questo atto l’esecutivo ha già definito la scelta localizzativa compatibile con la realizzazione dell’infrastruttura nel massimo rispetto dell’ambiente. C’è naturalmente –come ribadito dal Presidente del Consiglio – la disponibilità all’ascolto nei confronti di eventuali vostre proposte ferma restando comunque la necessità di realizzare l’opera nei tempi previsti. Se vorrete farci conoscere tali eventuali proposte queste saranno prese nella dovuta considerazione»

Insomma, il Governo è stato chiaro: per noi – dicono da Roma – l’opera è strategica e si deve fare. Pensiamo di farla a San Foca. Abbiamo il parere dei tecnici che ci fa stare tranquilli con l’impatto ambientale. Se voi pugliesi volete farla altrove, ce lo dove dire, ci dovete indicare dove. Per noi l’importante che si faccia in tempi brevi. Più chiari di così?

Quale occasione migliore, allora, di arrivare oggi in Commissione con proposte nuove, con proposte alternative? Niente, invece! Anche oggi si è preso tempo, anzi anche oggi si è perso tempo. È andato in scena lo scaricabarile tra istituzioni, mentre la multinazionale, nel suo diritto, continua i sondaggi sul terreno.
Come si fa a dire: non scegliamo noi, deve scegliere il governo? È possibile? Se il Governo Italiano ha già detto di aver già scelto il sito e che recederebbe dalla sua scelta solo e soltanto sé il territorio interessato indicasse un altro nome? Niente, avanti con lo scaricabarile.

La protesta non si trasforma in proposta, la politica non fa il suo dovere di mediazione e tutti tirano dritti per la propria strada. A proposito, ancora una volta il Governatore Vendola non si è presentato in Commissione per formulare proposte alternative, dando l’impressione di non averne.
Tutti giocano a pocker sulle spalle dei territori ma è evidente che stano bluffando. Hanno in mano una semplice coppia e rilanciano come se avessero scala reale. Ma il tempo dei rilanci è finito.



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