Trivelle in Adriatico, si allarga il fronte del no

Le trivellazioni a cui il Governo ha dato il via libera sono fortemente contestate, non solo dagli ambientalisti, ma anche dalle istituzioni interessate. Si prepara il ricorso al Tar da parte della Regione Puglia.

Non si placa la corsa al blocco delle trivellazioni nel mar Adriatico e Ionio per la folle ricerca del petrolio, anche a largo delle coste pugliesi. Quello che per i più è un devastante attacco all’ecosistema marino sarebbe destinato ad estendersi fino all’altezza della Sicilia. Dal Gargano al Salento sono interessati fino 1,6 milioni di ettari di mare, una superficie paragonabile a quella dell’intera regione. Ma dopo il via libera del governo,dello scorso 8 giugno, alle ricerche degli idrocarburi, che ha visto autorizzare le prospezioni geosismiche nel tratto compreso tra Bari e Brindisi, è giunta la controffensiva: a Bari la Giunta Regionale ha approvato il ricorso al Tar Lazio contro i decreti Ministeriali che consentono l’uso della tecnica airgun (bombe ad aria compressa che colpiscono il fondale a oltre 10mila kmh).

“Il vero petrolio della nostra terra è il turismo: no alle trivellazioni nell’adriatico!” ha dichiarato Gianvito Matarrese, vicepresidente dell’Anci Puglia, sostenendo ancora, riguardo all’ipotesi della minaccia incombente che si tratterebbe di “un sopruso insopportabile perpetrato ai danni della nostra regione”.

Secondo il neo governatore di Puglia, MIchele Emiliano, nel solco del predecessore Nichi Vendola, la decisione di trivellare i fondali è discutibile sotto vari aspetti. Dubbio il potenziale raggiungimento dello scopo di rintracciare veramente del petrolio, dubbia la scelta di ricercare pericolose fonti di combustibili fossili, a fronte invece dell’affermato obiettivo di seguire un modello energetico diverso. Quanto allarma maggiormente è l’impatto ambientale: i danni diretti sulla flora e la fauna marina che mettono in allerta gli ambientalisti, già sul piede di guerra,ma anche le necessarie e immediate conseguenze che si riflettono sull’economia tradizionale, incentrata fortemente sul terzo settore.

E il Presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, accusando una “politica energetica miope e anacronistica a vantaggio delle sole compagnie private” , annuncia già che il prossimo 20 giugno, in occasione di Goletta Verde (storica campagna in difesa del mare) verrà lanciato il manifesto #StopSeaDrilling, per dire no alle trivellazioni, partendo proprio da Polignano a Mare.

Irene Troisio



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