Tutti odiavano le Province e adesso le rimpiangono

Prosegue il dibattito sull’abolizione dell’ente Provincia. Con Bari sede della Regione e Città metropolitana

Con il superamento della Provincia il Salento sarà obbligato a continue suppliche verso Bari, la regina della Puglia. Il capoluogo, sede della Regione e della Città metropolitana, sarà il centro attrattivo di tutto.

Le Province potevano essere cancellate ma andavano riscritte almeno le Regioni. Adesso è il panico, perché solo oggi si sono accorti del problema, quando è ormai troppo tardi. Tutti a gridare allo scandalo, come se l’abolizione delle Province, così come le intendiamo noi da sempre, fosse un capriccio di primavera.
Nessuno si era accorto che le Province erano  un intermediario istituzionale di fondamentale importanza per certi territori di periferia, come il Salento. Chi invocava la cancellazione degli enti territoriali come rimedio ai mali dell’Italia non si rendeva conto delle disparità che sarebbero aumentate di colpo?
Tutti scienziati poco capaci di prevedere il futuro. Adesso si accorgono che con Bari città metropolitana non ci sarà partita, che la Puglia è troppo lunga per prendersene cura in egual misura e che il Salento è indirizzato ad un triste destino di isolamento.
Tutto quello che ripete da anni il Movimento Regione Salento che aveva esposto per tempo le criticità del Baricentrismo (parola che oggi adottano tutti nel proprio vocabolario) e le inavvedutezze dell’amministrazione regionale, il suo centralismo barese e la sua innata ma comprensibile aspirazione baricentrica (tutti pensano prima a casa propria e poi a quella degli altri).
Nessuno si era accorto quindi che il superamento delle Province senza la riforma delle Regioni avrebbe condannato a guai peggiori il nostro territorio.
E dove erano i sapienti deputati e senatori che delle riforme necessarie se ne sono sempre infischiati? Avevano carichi di lavoro da piantagioni di cotone? Ma quando mai, non scherziamo; avevano a carico i loro fumosi destini politici e quindi piuttosto che unirsi in una lega d’acciaio e far fronte comune a servizio degli interessi del territorio hanno continuato a rendersi inutili.
Adesso qualcuno li sveglia, ma essi non sanno più che pesci pigliare.
In tutto questo l’unico irreprensibile è stato Renzi, che sta facendo quello che voleva e doveva, ciò che aveva promesso e che altri, come Mario Monti e seguito aristocratico, non avevano saputo concretizzare.
Il presidente del Consiglio fa il suo, sono gli altri che non fanno il loro. Sul territorio non rimane una sola sentinella a fare la guardia, tutti sono diventati disertori nel deserto.
Fra poco, quando saremo confinati nella riserva Salento, cominceranno a fiorire filoni letterari ispirati ai tempi in cui questo territorio aveva un’identità tutto sommato.  Nelle piazze si leveranno canti funebri al posto dell’allegra pizzica. 



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