Via ai lavori per il collettamento della fogna di Porto Cesareo a Nardò, il Pd chiede le dimissioni di Mellone

La notizia del via ai lavori del grande collettamento della fogna di Porto Cesareo a Nardò ha spinto il locale Partito Democratico a chiedere le dimissioni subito dell’amministrazione targata Pippi Mellone.

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“Nel silenzio quasi totale prendono il via i lavori del grande collettamento della fogna di Porto Cesareo a Nardò”. Se la notizia è passata in sordina ad alzare la voce è il locale Partito Democratico che, in una nota ufficiale a firma del segretario cittadino Salvatore Falconieri e dei consiglieri comunali, Lorenzo Siciliano e Daniele Piccione, punta il dito contro l’amministrazione targata Pippi Mellone rea, a loro dire, di incoerenza.

Il Pd neretino, infatti, ha ‘ricordato’ la battaglia condotta dall’attuale primo cittadino contro il collegamento citando una frase in particolare, quel famoso “schiereremo i carri armati” riferendosi probabilmente alle dichiarazioni rilasciate da Mellone contro la condotta sottomarina: «Per noi questa è la madre delle battaglie civili e politiche. Chi vorrà fare la condotta su questo territorio dovrà attrezzarsi di carri armati» aveva spiegato il sindaco, quando il consiglio comunale aveva votato la revoca quella parte del protocollo che prevedeva lo scarico in mare delle acque reflue, la condotta sottomarina e, appunto, il collettamento delle rete fognaria di Porto Cesareo alla rete di Nardò.

«Quella che ricorderete come “la merda di Porto Cesareo”, contro il cui collegamento alla rete fognaria neretina si scagliavano gli attuali personaggi che guidano in maniera disastrosa la nostra Città, oggi viene accolta nel silenzio e nel benestare di un pezzo di classe politica incapace ed incoerente» si legge nel comunicato in cui i locali dem denunciano come sia stata tradita la volontà dei cittadini in primis, ma anche quella degli ambientalisti.

In 3mila e cinquecento avevano firmato la richiesta di referendum popolare per dire “no alla fogna di Porto Cesareo nel mare di Nardò” e per cancellare lo scarico a mare che, scrivono, «gli inquilini di Palazzo hanno deciso di mantenere nel medesimo punto in cui è presente oggi. Sotto costa!». Ma secondo i politici del Pd è stata tradita anche quella parte dell’elettorato che «credeva che l’attuale Sindaco potesse davvero rappresentare il cambiamento!».

Ultimi, ma non ultimi gli ambientalisti «che pensavano si trattasse di un progetto virtuoso e rispettoso dell’ambiente, mentre l’opposizione si sgolava a rammentare come fosse, invece, una montagna di fumo che mai avrebbe permesso il riutilizzo integrale dei reflui in agricoltura alla luce della enorme portata di utenza!».

Insomma, secondo i firmatari della nota, questa volta il Sindaco Pippi Mellone ha davvero servito su un piatto d’argento il motivo giusto per spingerli a chiede le “#dimissionisubito”



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