Xylella, anche Muro Leccese vieta l’uso dei pesticidi. Il sindaco Salvemini non aderisce alla ‘disobbedienza’

Molti sindaci salentini sono pronti a firmare un’ordinanza per vietare l’uso dei pesticidi ‘imposti’ dal decreto Martina: stamattina è toccato a Muro Leccese. C’è anche il primo no: quello di Carlo Salvemini.

«Stanno provando ad avvelenarci e a uccidere il Salento, ma da qui non si passa», parole forti quelle del Sindaco di Nardò Pippi Mellone che per primo ha firmato un’ordinanza con la quale vieta di utilizzare nel ‘suo’ territorio i pesticidi “imposti” dal Decreto Martina per combattere l’avanzata della Xylella fastidiosa, provando a frenare la strada al vettore che funge da taxi al batterio.

Per “primo” perché ora altri comuni hanno seguito o stanno pensando di seguire l’esempio come Muro Leccese che, questa mattina, ha emanato lo stesso provvedimento contingibile e urgente “per motivi di igiene e sanità pubblica”. E anche nella cittadina alle porte di Maglie, è prevista una “contro-multa” per chi trasgredisce. Cinquecento euro è la sanzione amministrativa prevista per chi non rispetta l’ordinanza.

La battaglia per salvare gli ulivi non deve essere combattuta sacrificando qualcos’altro, come temono gli agricoltori (soprattutto chi, con sacrifici, ha deciso di investire sul biologico) e gli ambientalisti che accusano il Ministro delle Politiche agricole e forestali di aver autorizzato l’uso di alcuni insetticidi, usati in agricoltura ma dannosi per gli impollinatori. Le preoccupazioni, in realtà, accomunano un po’ tutti compresi gli operatori del turismo che pensano al danno d’immagine e i cittadini che, confusi, hanno paura del cibo contaminato.

Muro e Nardò non saranno soli. Anche altri primi cittadini sono pronti a vietare i trattamenti chimici, ma nel fronte “disobbediente” che si sta allargando a macchia d’olio non ci sarà Lecce come ha spiegato Carlo Salvemini in un lungo post su Facebook: «Non firmerò, come vengo sollecitato a fare, un’ordinanza per vietare l’uso dei fitofarmaci; né impugnerò con ricorso al Tar, come vengo sollecitato a fare, il decreto sulle “misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione della xylella fastidiosa nel territorio della Repubblica Italiana» ha dichiarato il primo cittadino prima di spiegare il motivo della sua decisione «che non scaturisce – dice – dall’ignorare le ragioni di tutela di salute pubblica che vengono esposte, ma – semmai – dal rispetto che si deve ad un tema così delicato, che mi impone di avere fiducia negli organi sovraordinati dell’ordinamento dello Stato su questioni così complesse».

“Credo nella scienza e nel suo metodo”

Salvemini parla di una “cornice di garanzie” dentro cui il decreto Martina sarebbe stato emanato che merita un “atto fiducia”. «La stessa – dice –  per la quale quando salgo su un aereo ho fiducia nel pilota, o quando mi sottopongo ad un intervento ho fiducia nel chirurgo».

«Per questa ragione ho fiducia nella decisione della Ue e del Governo italiano, e nella scienza che indica le misure più adeguate per il contenimento di una devastante epidemia batterica che colpisce i nostri ulivi, devasta il nostro paesaggio, colpisce la nostra economia.
Non ho competenze sufficienti per sostenere che stiano sbagliando o che non stiano agendo con scrupolo e buona fede; né per indicare come dovrebbero diversamente agire per combattere la xylella e tutelare la salute pubblica» conclude il primo cittadino ribadendo che nessuna ordinanza che vieta l’uso dei fitofarmaci in città sarà emanata dal Comune di Lecce.



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