Xylella fastidiosa e insetticidi, forse chi sta in alto dovrebbe fare chiarezza

Sono tanti i dubbi sollevati dall’uso di insetticidi “neonicotinoidi” per distruggere gli insetti che trasmettono il batterio della Xylella fastidiosa. I pesticidi, considerati dannosi per le api, erano stati banditi dalla stessa UE.

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Quando la Xylella fastidiosa ha iniziato a trasformare le bellissime campagne salentine in cimiteri a cielo aperto, dove gli alberi di ulivo che hanno resistito allo scorrere inesorabile del tempo si sono dovuti arrendere alla forza distruttrice del batterio killer, si è discusso sul fatto che non ci fosse una cura. Un’amara notizia per i contadini che hanno perso tutto e che hanno dovuto ‘provare’ soluzioni tampone, spesso fai-da-te.

Ora, la Regione avrebbe varato un piano di irrorazione con insetticidi per frenare la “cavalcata” del patogeno da quarantena che sta raggiungendo la terra di Bari, grazie agli insetti vettori come la sputacchina.

Pesticidi che salvano gli ulivi e uccidono le api

Usare insetticidi per cercare di “salvare il salvabile” è una situazione che non piace a tutti. Tanti i dubbi sollevati sull’uso dei «neonicotinoidi», considerati dannosi per le api soprattutto se utilizzati all’aperto tanto che l’Unione Europea ne ha ‘frenato’ l’utilizzo, abbastanza diffuso in agricoltura. Il problema è che il composto uccide in modo indistinto qualsiasi insetto e non solo la sputacchina. Api comprese, considerate il termometro della salute dell’ecosistema. Albert Einstein in tempi non sospetti disse…

“Quando le api scompariranno, all’uomo resteranno solo quattro anni di vita”.

A nulla sono servite le rassicurazioni dell’Ente di via Capruzzi: «I trattamenti previsti per contrastare la Xylella sono sicuri per l’ambiente e per il bio» ha assicurato in una nota l’assessore all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia che aveva tacciato come infondate «le polemiche circa un uso indiscriminato, improprio o anomalo di prodotti chimici nocivi all’ambiente. I trattamenti sono già in uso da anni e sono praticati in tutte le Regioni italiane con modularità ed intensità diverse a seconda delle esigenze».

“Queste disposizioni si ricavano dal Decreto Ministeriale “, ricorda l’assessore. Insomma, paradossalmente le “disposizioni” del ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina impongono di trattare le aree infestate dalla Xylella e nelle zone cuscinetto con pesticidi su cui l’UE ha seri dubbi.

La confusione creata tra chi sostiene una cosa e chi la smentisce, innescando una guerra a suon di comunicati stampa, non fa che peggiorare la situazione.



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