​Lecce occhio alla penna! I play-off per un posto in paradiso: i tifosi ci credono, non deluderli

Una prestazione caratterizzata da più ombre che luci, permette comunque al Lecce si superare l’ultimo ostacolo della stagione regolare. 3-1 il risultato finale contro la Lupa Castelli Romani: in gol Caturano, Moscardelli e Lo Sicco. Ora testa ai playoff.

opo essersi qualificato aritmeticamente per i play-off nonostante la sonora sconfitta di Benevento ecco che il Lecce incontra la Lupa Castelli, già retrocessa in serie D, con l’unico obiettivo di vincere e sperare che qualcosa di buono accada anche lontano dalle mura amiche allo scopo di guadagnare una posizione ottimale nella griglia al fine da poter giocare davanti al proprio pubblico il quarto di finale. Guai a dare per scontato il risultato anche alla luce del fatto che i giallorossi hanno avuto negli ultimi incontri un calo psico-fisico e pertanto occhio alla penna Lecce.
 
Consci di questi presupposti gli undici di mister Braglia sono scesi al "via del mare" col chiaro intento di non deludere i propri sostenitori e dare un tempestivo cambio di rotta in vista degli spareggi promozione. Contro la Lupa Castelli rientra lo squalificato Cosenza ma si dovrà fare a meno di Alcibiade appiedato dal giudice sportivo. Ancora fermi ai box Perucchini e Freddi il cui recupero si spera possa avvenire già da domenica prossima quando il Lecce dovrà far sul serio nel mini torneo dei play-off.
 
La gara inizia con il notevole ritardo di circa sette minuti ma il Lecce già al 3° sfiora la marcatura con Cosenza. Cinque minuti più tardi è la volta del Capitano Papini che ci prova da fuori ma senza fortuna. All'11° è Caturano che si vede respingere il pallone sulla linea di porta a Tassi battuto. Al 28° è Moscardelli ad avere l'opportunità di rompere gli equilibri in campo ma nella circostanza è bravo il portiere ospite a respingere. Al 32° il Lecce va in vantaggio con Caturano che ben servito al volo da Lepore non esita a depositare la sfera nel sacco per il vantaggio dei salentini. Al 36° ci prova Abruzzese di testa ma la sua incornata non è irresistibile e Tassi para. Il primo tempo ha evidenziato a dir poco un'opaca prestazione del Lecce che ricorda fedelmente quella dei tempi più bui dove testa e gambe spesso venivano lasciati nello spogliatoio.
 
La ripresa si apre con una papera del portiere Bleve che su retro passaggio di Abruzzese per poco non combina una frittata per poi rimediare prima dell'intervento di un avversario. Al 59° Lepore dalla bandierina colpisce la traversa e poco dopo è ancora Abruzzese ad avere tra i piedi la palla del raddoppio ma spara addosso al portiere. Raddoppio che giunge qualche minuto più tardi ad opera del bomber di Mons con un tiro dalla distanza che non da scampo al portiere laziale. Il primo cambio per il Lecce è tra Lo Sicco e Papini. Il terzo gol è nell'aria e arriva puntuale al 71° con Doumbia che raccoglie di testa una pennellata di Liviero per il 3 a 0. Le altre sostituzione per il Lecce vedono Sowe per Caturano e Carrozza per Moscardelli. al 82° Lepore pasticcia clamorosamente mettendo Roberti nelle condizioni di siglare il gol della bandiera per squadra dei Castelli. Al 43° Corrozza ha l'opportunità di siglare il quarto gol ma spreca clamorosamente. 
 
Archiviata l'ultima di campionato con una prestazione caratterizzata da più ombre che luci, il Lecce dovrà rimboccarsi le maniche e provare a sfatare quell'incantesimo che ha visto la squadra salentina, nei precedenti tornei, uscire dai play-off con le ossa rotte e con provvedimenti giudiziari a carico dei propri sostenitori per i disordini occorsi al termine degli incontri spareggio. Episodi del genere vanno immediatamente archiviati e pensare  fin da subito di recuperare sia la testa ma soprattutto i piedi che, spesso non entrano in confidenza con la palla e fargli  capire, più di tutto, che il portiere sulla linea di porta non andrebbe colpito, come farebbe un abile cecchino, ma evitato possibilmente.
 
Per il Lecce si apre così l'opportunità di raggiungere la cadetteria dalla porta di servizio ma per questo servono nervi saldi a cominciare dal proprio allenatore e della giusta mentalità quella vincente s'intende che ha caratterizzato da sempre la storia dei colori giallorossi. Ad majora!
 
Ivan Vedruccio



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