Corini e il Lecce si separano, esonerato il tecnico. Sticchi Damiani: “Decisione frutto di una valutazione lucida”

Lo hanno annunciato il Presidente Sticchi Damiani e il Responsabile dell’Area Tecnica Pantaleo Corvino nel corso di una conferenza stampa.

Forse se Marco Mancosu avesse segnato quel calcio di rigore qualificando, probabilmente, i giallorossi alla finale contro il Cittadella, questa decisione non sarebbe arrivata, fatto sta che il pareggio contro il Venezia che ha condannato la compagine salentina a un altro anno di B gli è stato fatale.

Eugenio Corini non è più l’allenatore del Lecce, le strade tra il tecnico di Bagnolo Mella e il sodalizio di “Via Colonnello Costadura” si separano, nonostante ancora due anni di contratto. Lo hanno annunciato questa mattina in una conferenza stampa convocata last minute, il Presidente Saverio Sticchi Damiani e il Responsabile dell’Area Tecnica Pantaleo Corvino.

“Abbiamo preferito dare la comunicazione direttamente e non con uno scarno comunicato. Si è deciso di sollevare dall’incarico mister Corini. La decisione è frutto di una valutazione lucida, attenta e speriamo il più possibile corretta, perché nessuno ha certezze. Si è trattato di una previsione esclusivamente di natura tecnica che merita un’analisi più approfondita. Non posso che augurare al mister e allo staff le migliori fortune perché hanno lavorato in maniera seria e in condizioni difficili. Ripeto è una soluzione meditata e non frutto di uno slancio emotivo dovuto alla gara con il Venezia. Abbiamo posto le fondamenta per un progetto a medio termine e investito molto su una crescita delle fondamenta che c’è stata fino a un certo punto e che poi si è fermata. È stato quindi chiesto al Responsabile dell’Area Tecnica di fare un’analisi che ha portato a questa decisione”, ha affermato il Presidente Sticchi Damiani.

“A volte le decisioni sono spietate, ma bisogna prenderle alla luce di tante situazioni. Nel girone di andata in casa abbiamo vinto solo tre gare e subito 14 gol, ci si aspettava che, alla luce degli aggiustamenti del mercato di gennaio, si sarebbe invertita la tendenza, ma è stato lo stesso. Poi a quattro giornate dalla fine si ha un vantaggio di +4 sulla terza e sei dalla quarta e in sei partite non ci sono state vittorie, si sono fatti solo 5 gol e subiti 10”, ha dichiarato, invece, Corvino.

“Con questi risultati bisognava prendere una decisione dolorosa che non poteva passare inosservata che abbiamo dovuto per i motivi che tutti capiranno fare il prima possibile”, ha concluso.

Successivamente ha ripreso la parola il presidente: “Non vi nascondo che la delusione di questo mancato risultato è enorme e l’ho detto ai calciatori a cui abbiamo comunicato la scelta e reso noto il mio stato d’animo, da presidente, da tifoso, anche a nome dei soci. Non vi nascondo che aver perso l’opportunità di fare questo salto che era a portata di mano e raggiunto da organici non più importanti del nostro, mi ha amareggiato. Una delusione non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da societario che comporterà un altro anno dispendioso, oneroso e pieno di sacrifici. Perché facciamo calcio senza sponsor, con poche risorse, senza l’incasso degli spettatori. C’è un solo bene supremo che è il Lecce, chi investe ogni anno compie enormi sacrifici e avevamo avuto l’opportunità di alleviarli. Si riparte in un contesto difficilissimo, oggi ci viene chiesto questo ulteriore sacrificio, ma se sarà funzionale a un processo di crescita lo si fa, senza dare nulla per scontato, però, perché in questo momento è difficile fare calcio. La società tutta è compatta nel ripartire, ma sempre con grande oculatezza e con la passione che conoscete”.



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