Il Lecce è in ritiro: ecco la giornata-tipo e le camere. Mancosu: “non mi accontento mai. C’è entusiasmo”

Il Lecce è da poche ore a Santa Cristina, sede del ritiro precampionato. Giocatori sottoposti a doppie sedute quotidiane, ma capitan Mancosu scalpita: “non vedo l’ora di giocarmi la A”.

allenamento-mancosu

Il Lecce è da ieri sera in Valgardena, a Santa Cristina, sede del ritiro pre-campionato in vista della nuova stagione di Serie A. La comitiva è giunta all’Hotel Diamant, struttura che ospiterà Liverani e i suoi ragazzi fino al prossimo 28 luglio. Già da stamane sono iniziate le fatiche per i salentini che, presso il Centro Sportivo Mulin da Coi, oggi hanno in programma la prima doppia seduta del nuovo anno.

Lo staff tecnico, infatti, ha fissato la giornata-tipo: colazione entro le 8, due allenamenti (al mattino alle 9.30, nel pomeriggio alle 17.30), con il pranzo fissato alle 13.15 e la cena alle ore 20. Tutti a nanna dalle ore 22.30.

Come spiegato dallo stesso Liverani prima della partenza, quello del ritiro è un momento delicato, dove non solo si conoscono pregi e difetti di ciascuno, ma si crea anche gruppo, si fa sintesi e si tenta di creare la giusta alchimia.

Parola al capitano

La pensa così anche Marco Mancosu, il capitano che lo scorso anno ha guidato i giallorossi alla riconquista della Massima Serie dopo sette anni. “C’è grande entusiasmo e grande gioia in tutti noi per questo inizio d’annata – ha spiegato il centrocampista sardo. Siamo estremamente contenti di aver riportato il Lecce nella categoria che merita. Sicuramente il pensiero di rimanere nella storia dei colori giallorossi per quello che siamo riusciti a fare in questi due anni è bellissimo. Sappiamo altrettanto bene, però, che per il bene del Lecce noi dobbiamo guardare solo al futuro, pronti a dire la nostra anche in Serie A, con la massima umiltà che ci ha sempre contraddistinto“.

Un entusiasmo che i calciatori percepiscono anche e soprattutto dalla piazza, che in queste ore è pronta a battere il record storico di abbonamenti. “Non avevo dubbi che i nostri tifosi rispondessero con questi numeri. La Serie A mancava da troppo tempo da questa città, e la società è stata brava nel coinvolgere la nostra gente”.

Per Mancosu si tratta di un ritorno in A, dopo averla solo annusata da giovanissimo con il Cagliari. “Io la Serie A l’ho assaggiata da giovane, l’importante sarà calarsi quanto prima nella nuova realtà perché non ci sarà tempo da perdere. Sicuramente tra il torneo cadetto e la massima serie cambia tanto. A livello personale sono curioso anche io di vedere le differenze e, comunque, mi sono meritato questa possibilità. Per carattere sono sempre stato uno che ha cercato di migliorarsi, senza accontentarsi mai di quello che si è raggiunto e sarà così anche quest’anno”.

Su cosa punta Mancosu per la nuova stagione? Il segreto resta uno solo. “Nella mia esperienza in maglia giallorossa – dice – la forza del gruppo ha sempre giocato un ruolo fondamentale. In questo senso i nuovi arrivati sembrano dei bravi ragazzi, per quel poco che ho potuto constatare. Sono arrivati ragazzi che hanno un gran voglia di riscatto ed il mister poi in questo è bravo e lo abbiamo visto”.

La suddivisione delle camere

E a proposito di coesione, di seguito la composizione delle stanze d’albergo occupate dai giocatori: Haye fa coppia con Majer, i giovani Pierno e Felici condividono una doppia. I portieri Chironi e Bleve, accanto a loro Meccariello e Vigorito, il neo arrivato  Benzar è in stanza con Dumancic, mentre Gianluca Lapadaula condivide la stanza con Tabanelli.

L’altro neo acquisto Shakhov è con il giovane Quarta, mentre La Mantia con Vera; coppia insolita quella formata da Gabriel e Dubickas, mentre il giovanissimo Radicchio è con l’esperto Rossettini. Fanno coppia poi altri protagonisti dell’ultimo anno: Calderoni – Petriccione, Lucioni – Falco e Riccardi – Tachtsidis. Mala sorte proprio per capitan Mancosu, al momento solo in stanza.



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